Conosciamo il Madagascar (la 4° isola per dimensioni al mondo) forse soltanto per i noti film d'animazione omonimi. Sappiamo che ci sono lemuri, una foresta rigogliosa, e qui ci fermiamo, pensando "quanto sarebbe bello vivere lì" senza avere la minima idea di cosa stia succedendo.
Per nostra fortuna e sfortuna, non possiamo nemmeno immaginare quale sia il vero potenziale del Madagascar in termini naturalistici, ma non solo. Il Madagascar è il primo esportatore al mondo di vaniglia; dispone di terreno ad alto contenuto di ferro, e dal suolo è possibile estrarre nickel e ilmenite, un minerale a base di ferro e titanio che trova applicazioni in molte attività dell' industria chimica, oltre che nella produzione di titanio dall' ossido presente nel minerale.
Il Madagascar è da sempre una terra turbolenta. Si passa dagli scontri tra popoli di origine bantu con altri di origine indonesiana risalenti a circa 1500 anni fa, al commercio arabo degli schiavi nel X secolo. Dalla scoperta, quasi casuale, da parte europea del Madagascar, si tentò di creare degli insediamenti sull' isola, ma l'ostilità dell' ambiente e dei locali non aprì la strada ad un vero e proprio colonialismo. I clan locali iniziarono a commerciare schiavi con gli europei, pur mantenendo il controllo completo sull' isola e senza permettere la creazione di insediamenti stranieri.
Dal XVI secolo, tuttavia, i vari potentati diffusi sull' isola non riuscirono a far niente per prevenire la nascita di alcuni piccoli avamposti europei, inglesi e francesi; oltre al fatto che il Madagascar, collocato in posizione strategica, servì numerose volte come punto d'attracco di pirati.
Il Madagascar giunse ad un accordo con la Francia, divenendo suo protettorato e facendo i primi passi verso l'indipendenza fino al 1960, anno in cui la neonata Repubblica del Madagascar (1958) venne ufficialmente resa Stato autonomo.
Nel corso di 40 anni, si succedettero:
- Philibert Tsiranana: primo presidente della Repubblica del Madagascar, accusato di assecondare troppo la politica francese sul territorio malgascio.
- Gabriel Ramanantsoa e Didier Ratsiraka: portarono avanti una politica socialista di stampo sovietico, portando il Paese, soprattutto con Ratsiraka, verso la tirannia: abolizione della libertà di stampa, gravissima crisi economica (con appello al fondo internazionale nel 1980), il partito di Ratsiraka (Avant-garde de la Révolution Malgache) dichiarato unico partito legale. Tentò poi di ritornare ad una politica liberale e più aperta, abolendo la censura sulla stampa ad esempio, e alternandosi in un turno elettorale con Albert Zafy.
- Albert Zafy: costretto a dimettersi quando Ratsiraka ottenne il potere con un colpo di stato nel 1975, sconfisse alle elezioni del 1993 il rivale socialista, non riuscendo però a riportare alla normalità un paese afflitto da una pesantissima crisi economica. Nel 1996 subì l'impeachment, e dovendo tornare alle elezioni venne sconfitto da il suo rivale di sempre, Ratsiraka, che tornava nuovamente al potere.
- Marc Ravalomanana: alle elezioni del 2001 si presentò ancora una volta l'immortale Ratsiraka, contro Ravalomanana, candidato cristiano di etnia Merina ed ex venditore di latte e gelati. Entrambi i candidati sostennero di aver vinto, cosa che suscitò notevoli agitazioni interne in Madagascar: l'esercitò si divise tra i due candidati, e così fece la popolazione, giungendo alla guerra civile. Si arrivò all' autoproclamazione presidenziale di Ravalomanana nel 2002, costringendo poi all' esilio in Francia Ratsiraka due mesi dopo.
L'elezione fu soggetta a numerosissimi brogli elettorali: Ratsiraka teneva le redini del paese dal 1975, e non voleva rinunciare al potere ottenuto; Ravalomana voleva scalzare il dominio pressochè assoluto del rivale Ratsiraka.
- Andry Rajoelina: è legato ad avvenimenti accaduti in tempi recentissimi. Leader del partito all' opposizione, e sostenuto dall' esercito, assedia il palazzo presidenziale il 17 marzo 2009, costringendo Ravalomanana a dimettersi e divenendo a tutti gli effetti il nuovo dittatore malgascio. Come suo primo atto di potere, il 24 aprile 2009 arresta il presidente della Corte Costituzionale, che non aveva voluto riconoscere in via ufficiale la nuova carica di Rajoelina.
Non ci sono solo motivi politici dietro questa dittatura: Rajoelina, quando ancora faceva il disk jockey, ebbe un bimbo dalla figlia di Ravalomana, bimbo mai riconosciuto dal presidente e causa dell' allontanamento di Rajoelina dal Madagascar. Da allora partì una faida che dura tutt'ora.
Ora, può anche essere vero che il legame tra la figlia di Ravalomanana e Rajoelina (che ha solo 34 anni) sia una delle ragioni scatenanti del conflitto, ma non commettiamo l'errore di essere così ingenui. Il Madagascar è sotto scacco delle compagnie multinazionali estrattive fin da quando fu annunciata l' indipendenza del Paese, e questo ha portato inevitabilmente ad una reazione violenta della popolazione, che si sente ancora una volta schiacciata dal peso dell' economia globale.
Guardando con occhio un pò attento, ad oggi le aziende estrattive dell' isola sono per lo più straniere, alcune presenti da almeno 40 anni, e le più importanti che ho trovato con una piccola ricerca sono:
SUNRIDGE GOLD CORP (Canadese)
Specializzata nella ricerca e l'estrazione di metalli preziosi, con diversi siti minerari in Africa
CLINE MINING CORPORATION (Canadese)
In Madagascar ha soprattutto attività di estrazione di ferro, per lo più. Perchè in realtà è fin dal 1956 che cerca uranio in una regione del Morondava Basin, come si legge in un documento pubblicato dalla Clive sull' accordo stipulato con l'allora governo Tsiranana.
DIAMOND FIELDS (Canadese)
Azienda che si occupa dell'esplorazione e dell' estrazione da siti marini di diamanti. Consideranto che il Madagascar è un'isola, il sito marino è potenzialmente tutta la sua costa.
Non solo. In Madagascar ha attività estrattive legate al nichel, autorizzate nel 2007 dal governo malgascio.
RIO TINTO (Inglese-Australiana)
La compagnia ha interessi sulla ilmenite del Madagascar. Ha fondato nel 1986 una compagnia estrattiva, la QIT Madagascar Minerals, nella regione sud-est di Fort Dauphin (l'odierna Tolagnaro), tramite una sua sussidiaria canadese, la QIT-Fer et Titane, la quale detiene circa l'80% dei diritti estrattivi sulla regione (il governo malgascio ha il 20%)
DAEWOO (Corea del Sud)
Moltissimi di noi la conoscono, soprattutto per quanto riguarda il settore elettronica, ma non è l'unico ramo che copre la compagnia. La Daewoo si sta anche specializzando nella produzione di bio-carburanti, come i prodotti raffinati dall' olio di colza (biodiesel), che richiedono campi coltivati su grandi estensioni.
La Daewoo ha formalizzato un accordo che prevede lo sfruttamento agricolo intensivo di circa 1,3 milioni di ettari di Madagascar. La cosa curiosa di questo accordo è che il governo malgascio cede il suo territorio in via del tutto gratuita.
Vediamo un pò in dettaglio i punti dell' accordo:
- Tutto comincia nel 2008, quando dei rappresentanti della Daewoo, Kim Kwon Lin e Yong Nam Ahn, e della Posco EC (sempre coreana, interessata al nickel malgascio), si recano al palazzo presidenziale per discutere direttamente con Ravalomanana di interessi commerciali.
- Ravalomanana sembrerebbe accettare un accordo che prevede lo sfruttamento di 1 milione di ettari per la produzione di mais (la Corea del Sud è il terzo importatore e consumatore al mondo di mais), e di circa 300.000 ettari per la produzione di olio di palma, olio alimentare e speranza per i futuri biodiesel. Il totale di 1,3 milioni di ettari corrisponde a quasi metà del suolo nazionale del Madagascar.
- In cambio, il Madagascar riceverà quasi nulla. La Daewoo si impegna a dare lavoro da braccianti a tutti i contadini ai quali verranno espropriate le terre, ovviamente con retribuzioni "da braccianti del Madagascar" (gran passo avanti, prima il campo era di loro proprietà e potevano per lo meno mangiare). Il prezzo di affitto dei terreni sarebbe irrisorio (e finirebbe tutto nelle casse statati, e non redistribuito), e le infrastrutture che verranno edificate saranno soltanto funzionali alle finalità commerciali dell' azienda coreana.
Quel milione abbondante di ettari di territorio è quasi interamente coperto da foreste vergini. La biodiversità del Madagascar ha qualcosa di incredibile:
- Tutte le specie di lemuri vivono SOLO in Madagascar e nelle isolette limitrofe;
- Due terzi delle specie di camaleonti vive SOLO in Madagascar;
- 1400 specie di piante inesistenti in altri continenti;
- 100 specie di rane
Circa l'80% delle specie presenti in Madagascar sono endemiche. Si trovano lì, e lì soltanto. Ospita il 5% della fauna e flora mondiali, una percentuale immensa per un'isola.
Senza contare che, oltre alle foreste che verranno distrutte, moltissimi agricoltori perderanno la loro terra per cederla ad una multinazionale che li renderà quasi sicuramente braccianti mal salariati ed ancora più afflitti dalla crisi economica ed alimentare.
Per nostra fortuna e sfortuna, non possiamo nemmeno immaginare quale sia il vero potenziale del Madagascar in termini naturalistici, ma non solo. Il Madagascar è il primo esportatore al mondo di vaniglia; dispone di terreno ad alto contenuto di ferro, e dal suolo è possibile estrarre nickel e ilmenite, un minerale a base di ferro e titanio che trova applicazioni in molte attività dell' industria chimica, oltre che nella produzione di titanio dall' ossido presente nel minerale.
Il Madagascar è da sempre una terra turbolenta. Si passa dagli scontri tra popoli di origine bantu con altri di origine indonesiana risalenti a circa 1500 anni fa, al commercio arabo degli schiavi nel X secolo. Dalla scoperta, quasi casuale, da parte europea del Madagascar, si tentò di creare degli insediamenti sull' isola, ma l'ostilità dell' ambiente e dei locali non aprì la strada ad un vero e proprio colonialismo. I clan locali iniziarono a commerciare schiavi con gli europei, pur mantenendo il controllo completo sull' isola e senza permettere la creazione di insediamenti stranieri.
Dal XVI secolo, tuttavia, i vari potentati diffusi sull' isola non riuscirono a far niente per prevenire la nascita di alcuni piccoli avamposti europei, inglesi e francesi; oltre al fatto che il Madagascar, collocato in posizione strategica, servì numerose volte come punto d'attracco di pirati.
Il Madagascar giunse ad un accordo con la Francia, divenendo suo protettorato e facendo i primi passi verso l'indipendenza fino al 1960, anno in cui la neonata Repubblica del Madagascar (1958) venne ufficialmente resa Stato autonomo.
Nel corso di 40 anni, si succedettero:
- Philibert Tsiranana: primo presidente della Repubblica del Madagascar, accusato di assecondare troppo la politica francese sul territorio malgascio.
- Gabriel Ramanantsoa e Didier Ratsiraka: portarono avanti una politica socialista di stampo sovietico, portando il Paese, soprattutto con Ratsiraka, verso la tirannia: abolizione della libertà di stampa, gravissima crisi economica (con appello al fondo internazionale nel 1980), il partito di Ratsiraka (Avant-garde de la Révolution Malgache) dichiarato unico partito legale. Tentò poi di ritornare ad una politica liberale e più aperta, abolendo la censura sulla stampa ad esempio, e alternandosi in un turno elettorale con Albert Zafy.
- Albert Zafy: costretto a dimettersi quando Ratsiraka ottenne il potere con un colpo di stato nel 1975, sconfisse alle elezioni del 1993 il rivale socialista, non riuscendo però a riportare alla normalità un paese afflitto da una pesantissima crisi economica. Nel 1996 subì l'impeachment, e dovendo tornare alle elezioni venne sconfitto da il suo rivale di sempre, Ratsiraka, che tornava nuovamente al potere.
- Marc Ravalomanana: alle elezioni del 2001 si presentò ancora una volta l'immortale Ratsiraka, contro Ravalomanana, candidato cristiano di etnia Merina ed ex venditore di latte e gelati. Entrambi i candidati sostennero di aver vinto, cosa che suscitò notevoli agitazioni interne in Madagascar: l'esercitò si divise tra i due candidati, e così fece la popolazione, giungendo alla guerra civile. Si arrivò all' autoproclamazione presidenziale di Ravalomanana nel 2002, costringendo poi all' esilio in Francia Ratsiraka due mesi dopo.
L'elezione fu soggetta a numerosissimi brogli elettorali: Ratsiraka teneva le redini del paese dal 1975, e non voleva rinunciare al potere ottenuto; Ravalomana voleva scalzare il dominio pressochè assoluto del rivale Ratsiraka.
- Andry Rajoelina: è legato ad avvenimenti accaduti in tempi recentissimi. Leader del partito all' opposizione, e sostenuto dall' esercito, assedia il palazzo presidenziale il 17 marzo 2009, costringendo Ravalomanana a dimettersi e divenendo a tutti gli effetti il nuovo dittatore malgascio. Come suo primo atto di potere, il 24 aprile 2009 arresta il presidente della Corte Costituzionale, che non aveva voluto riconoscere in via ufficiale la nuova carica di Rajoelina.
Non ci sono solo motivi politici dietro questa dittatura: Rajoelina, quando ancora faceva il disk jockey, ebbe un bimbo dalla figlia di Ravalomana, bimbo mai riconosciuto dal presidente e causa dell' allontanamento di Rajoelina dal Madagascar. Da allora partì una faida che dura tutt'ora.
Ora, può anche essere vero che il legame tra la figlia di Ravalomanana e Rajoelina (che ha solo 34 anni) sia una delle ragioni scatenanti del conflitto, ma non commettiamo l'errore di essere così ingenui. Il Madagascar è sotto scacco delle compagnie multinazionali estrattive fin da quando fu annunciata l' indipendenza del Paese, e questo ha portato inevitabilmente ad una reazione violenta della popolazione, che si sente ancora una volta schiacciata dal peso dell' economia globale.
Guardando con occhio un pò attento, ad oggi le aziende estrattive dell' isola sono per lo più straniere, alcune presenti da almeno 40 anni, e le più importanti che ho trovato con una piccola ricerca sono:
SUNRIDGE GOLD CORP (Canadese)
Specializzata nella ricerca e l'estrazione di metalli preziosi, con diversi siti minerari in Africa
CLINE MINING CORPORATION (Canadese)
In Madagascar ha soprattutto attività di estrazione di ferro, per lo più. Perchè in realtà è fin dal 1956 che cerca uranio in una regione del Morondava Basin, come si legge in un documento pubblicato dalla Clive sull' accordo stipulato con l'allora governo Tsiranana.
DIAMOND FIELDS (Canadese)
Azienda che si occupa dell'esplorazione e dell' estrazione da siti marini di diamanti. Consideranto che il Madagascar è un'isola, il sito marino è potenzialmente tutta la sua costa.
Non solo. In Madagascar ha attività estrattive legate al nichel, autorizzate nel 2007 dal governo malgascio.
RIO TINTO (Inglese-Australiana)
La compagnia ha interessi sulla ilmenite del Madagascar. Ha fondato nel 1986 una compagnia estrattiva, la QIT Madagascar Minerals, nella regione sud-est di Fort Dauphin (l'odierna Tolagnaro), tramite una sua sussidiaria canadese, la QIT-Fer et Titane, la quale detiene circa l'80% dei diritti estrattivi sulla regione (il governo malgascio ha il 20%)
DAEWOO (Corea del Sud)
Moltissimi di noi la conoscono, soprattutto per quanto riguarda il settore elettronica, ma non è l'unico ramo che copre la compagnia. La Daewoo si sta anche specializzando nella produzione di bio-carburanti, come i prodotti raffinati dall' olio di colza (biodiesel), che richiedono campi coltivati su grandi estensioni.
La Daewoo ha formalizzato un accordo che prevede lo sfruttamento agricolo intensivo di circa 1,3 milioni di ettari di Madagascar. La cosa curiosa di questo accordo è che il governo malgascio cede il suo territorio in via del tutto gratuita.
Vediamo un pò in dettaglio i punti dell' accordo:
- Tutto comincia nel 2008, quando dei rappresentanti della Daewoo, Kim Kwon Lin e Yong Nam Ahn, e della Posco EC (sempre coreana, interessata al nickel malgascio), si recano al palazzo presidenziale per discutere direttamente con Ravalomanana di interessi commerciali.
- Ravalomanana sembrerebbe accettare un accordo che prevede lo sfruttamento di 1 milione di ettari per la produzione di mais (la Corea del Sud è il terzo importatore e consumatore al mondo di mais), e di circa 300.000 ettari per la produzione di olio di palma, olio alimentare e speranza per i futuri biodiesel. Il totale di 1,3 milioni di ettari corrisponde a quasi metà del suolo nazionale del Madagascar.
- In cambio, il Madagascar riceverà quasi nulla. La Daewoo si impegna a dare lavoro da braccianti a tutti i contadini ai quali verranno espropriate le terre, ovviamente con retribuzioni "da braccianti del Madagascar" (gran passo avanti, prima il campo era di loro proprietà e potevano per lo meno mangiare). Il prezzo di affitto dei terreni sarebbe irrisorio (e finirebbe tutto nelle casse statati, e non redistribuito), e le infrastrutture che verranno edificate saranno soltanto funzionali alle finalità commerciali dell' azienda coreana.
Quel milione abbondante di ettari di territorio è quasi interamente coperto da foreste vergini. La biodiversità del Madagascar ha qualcosa di incredibile:
- Tutte le specie di lemuri vivono SOLO in Madagascar e nelle isolette limitrofe;
- Due terzi delle specie di camaleonti vive SOLO in Madagascar;
- 1400 specie di piante inesistenti in altri continenti;
- 100 specie di rane
Circa l'80% delle specie presenti in Madagascar sono endemiche. Si trovano lì, e lì soltanto. Ospita il 5% della fauna e flora mondiali, una percentuale immensa per un'isola.
Senza contare che, oltre alle foreste che verranno distrutte, moltissimi agricoltori perderanno la loro terra per cederla ad una multinazionale che li renderà quasi sicuramente braccianti mal salariati ed ancora più afflitti dalla crisi economica ed alimentare.
Infatti, nonostante l'economia malgascia sia essenzialmente agricola (riso, vaniglia), la popolazione è afflitta da una grave crisi alimentare (500.000 persone senza derrate di prima necessità), e circa il 70% dei contadini e degli artigiani vive con meno di un dollaro al mese. Credo sia più che lecito sentirsi stanchi ed invasi, trovandosi su un territorio che rischia di diventare proprietà privata di un pugno di imperi economici asiatici e occidentali.
Era evidente che prima o poi la situazione sarebbe esplosa. La popolazione malgascia si è ribellata, e per farlo si è forse affidata ad una persona non molto indicata allo scopo. Andry Rajoelina ha promesso nuove elezioni entro 2 anni, vedremo come andrà a finire. Ma non mi fido molto di uno che ottiene il potere con un colpo di stato e porta sul piano politico una faida familiare.
Era evidente che prima o poi la situazione sarebbe esplosa. La popolazione malgascia si è ribellata, e per farlo si è forse affidata ad una persona non molto indicata allo scopo. Andry Rajoelina ha promesso nuove elezioni entro 2 anni, vedremo come andrà a finire. Ma non mi fido molto di uno che ottiene il potere con un colpo di stato e porta sul piano politico una faida familiare.
Ma il colonialismo industriale straniero, che ormai è prassi da circa 50 anni, e la crisi economico -alimentare hanno portato ad uno stato di esasperazione tale da fornire motivi di ribellione.
Quello della Daewoo è un atteggiamento comune a molte altre industrie coinvolte nella produzione del biocarburante: negli USA, ad esempio, si sta seminando mais ovunque. Scopo nobile, quello di ridurre le emissioni inquinanti, se solo non fosse che questo meccanismo sta portando ad utilizzare il mais sempre più come carburante che come cibo, facendone lievitare i prezzi per l'utilizzo alimentare.




Madagascar: l'isola magica che scompare è classificato per: 


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