Questione di privacy o di dignità?
In questo breve articolo non voglio dilungarmi sulle vicissitudini sentimentali del nostro "giovane" e operaio Premier, non voglio entrare nel merito delle questioni sollevate dal Times di Londra riguardo al "nome in codice: papi".
Voglio rifarmi alle parole di Franceschini, sulle quali mi trovo d'accordo soprattutto per quanto riguarda la questione "peculato".
Per chi non sapesse di cosa si tratta, la definizione di peculato è la seguente:
"Il peculato, nel diritto penale italiano, è il reato previsto dall'art. 314 (Peculato) del codice penale, in virtù del quale il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria; detto reato è punito con la reclusione da tre a dieci anni."
Il peculato, quindi, è un abuso di potere. Se suddetto potere sia sfruttato con la forza del denaro o coi privilegi di una carica di pubblico ufficiale fa ben poca differenza, si tratta pure sempre di peculato.
Se un pubblico ufficiale, come un carabiniere, si appropria di un mezzo di pubblico impiego (per esempio, una "gazzella" o una "pantera" del corpo dei Carabinieri) per scopi privati, come visitare l'amante, fare il trasloco di casa, o portare un amico in vacanza, si tratta di peculato. E pur trattandosi di pubblico ufficiale, rischia da 3 a 10 anni di reclusione.
Veniamo al punto: quando si parla delle vicende di Berlusconi, è inevitabile, soprattutto in questo periodo, parlare del suo privato. Per prima cosa, la carica che ricopre rappresenza una delle più alte e rilevanti figure della politica italiana, se non la più importante, ed è dovere di qualunque Primo Ministro dare un esempio edificante di moralità e di integrità.
Il presidente della Repubblica ormai non fa altro che presenziare a cerimonie, parate e funarali, continuando a sollecitare un' unità politica non desiderata dal centro-destra e nemmeno dal centro-sinistra, vista la situazione. Chi prende le decisioni, in Italia, ed ha in mano il vero potere di cambiare il Paese è il Presidente del Consiglio, oggi inutilmente rinominato Premier, e il Parlamento.
Secondariamente, ma non per questo con minore rilevanza, l'utilizzo e lo sfruttamento di una posizione di potere è tutto quanto i termini "libertà" e "democrazia", tanto care quanto sminuite nei fatti al nostro Presidente, vogliono significare.
Ricordo infine, grazie al video dell' intervista a Michele De Lucia, autore del libro "Intrigo di Stato", che si parla tanto di Noemi, ma non si parla di un fatto più grave, e che tira in ballo peculato ed una serie di reati affini o ben più gravi. Senza nemmeno dire che, considerazioni di natura sessuale a parte, Berlusconi declinò l'invito di Peppino Englaro, padre di Eluana, a vedere le condizioni reali della figlia (e non le foto di 14 anni fa che la ritraggono solare e in grado di muoversi) per presenziare alla festa di Noemi.
Sotto, il video del caso Berlusconi - Virginia Sanjust
Vogliamo poi parlare del fatto che alla parata del 2 Giugno il nostro Premier era in ritardo, si è schiacciato un pisolino, ed il Ministro dell' Interno latitava?
In questo breve articolo non voglio dilungarmi sulle vicissitudini sentimentali del nostro "giovane" e operaio Premier, non voglio entrare nel merito delle questioni sollevate dal Times di Londra riguardo al "nome in codice: papi".
Voglio rifarmi alle parole di Franceschini, sulle quali mi trovo d'accordo soprattutto per quanto riguarda la questione "peculato".
Per chi non sapesse di cosa si tratta, la definizione di peculato è la seguente:
"Il peculato, nel diritto penale italiano, è il reato previsto dall'art. 314 (Peculato) del codice penale, in virtù del quale il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria; detto reato è punito con la reclusione da tre a dieci anni."
Il peculato, quindi, è un abuso di potere. Se suddetto potere sia sfruttato con la forza del denaro o coi privilegi di una carica di pubblico ufficiale fa ben poca differenza, si tratta pure sempre di peculato.
Se un pubblico ufficiale, come un carabiniere, si appropria di un mezzo di pubblico impiego (per esempio, una "gazzella" o una "pantera" del corpo dei Carabinieri) per scopi privati, come visitare l'amante, fare il trasloco di casa, o portare un amico in vacanza, si tratta di peculato. E pur trattandosi di pubblico ufficiale, rischia da 3 a 10 anni di reclusione.
Veniamo al punto: quando si parla delle vicende di Berlusconi, è inevitabile, soprattutto in questo periodo, parlare del suo privato. Per prima cosa, la carica che ricopre rappresenza una delle più alte e rilevanti figure della politica italiana, se non la più importante, ed è dovere di qualunque Primo Ministro dare un esempio edificante di moralità e di integrità.
Il presidente della Repubblica ormai non fa altro che presenziare a cerimonie, parate e funarali, continuando a sollecitare un' unità politica non desiderata dal centro-destra e nemmeno dal centro-sinistra, vista la situazione. Chi prende le decisioni, in Italia, ed ha in mano il vero potere di cambiare il Paese è il Presidente del Consiglio, oggi inutilmente rinominato Premier, e il Parlamento.
Secondariamente, ma non per questo con minore rilevanza, l'utilizzo e lo sfruttamento di una posizione di potere è tutto quanto i termini "libertà" e "democrazia", tanto care quanto sminuite nei fatti al nostro Presidente, vogliono significare.
Ricordo infine, grazie al video dell' intervista a Michele De Lucia, autore del libro "Intrigo di Stato", che si parla tanto di Noemi, ma non si parla di un fatto più grave, e che tira in ballo peculato ed una serie di reati affini o ben più gravi. Senza nemmeno dire che, considerazioni di natura sessuale a parte, Berlusconi declinò l'invito di Peppino Englaro, padre di Eluana, a vedere le condizioni reali della figlia (e non le foto di 14 anni fa che la ritraggono solare e in grado di muoversi) per presenziare alla festa di Noemi.
Sotto, il video del caso Berlusconi - Virginia Sanjust
Vogliamo poi parlare del fatto che alla parata del 2 Giugno il nostro Premier era in ritardo, si è schiacciato un pisolino, ed il Ministro dell' Interno latitava?



Questione di privacy o di dignità? è classificato per: 


0 commenti:
Posta un commento