giovedì, luglio 09, 2009

I Gold Farmers cinesi ed il mercato di World of Warcraft

World of Warcraft golf farmingWorld of Warcraft. Un mondo parallelo, digitale, che consente a chi lo gioca di vivere le avventure di un mago, un ladro o un guerriero, combattendo fianco a fianco con milioni di giocatori connessi da tutto il mondo. Un mondo che conta oltre 9 milioni di giocatori, e che per ora ha il primato su tutti i giochi online dello stesso genere: con i suoi 12.99 dollari mensili per giocare, si ottiene tutto quello di cui si ha bisogno: un personaggio, un luogo in cui giocare, un mondo virtuale con giocabilità teoricamente illimitata, e divertimento.


Un gioco avvincente, per certi versi una vera e propria droga: è dell' anno scorso la notizia della nascita delle prime cliniche di disintossicazione da online games nate nel Regno Unito e negli USA, dove giocatori incalliti (alcuni ridotti in condizioni pietose da interminabili sessioni di gioco) vengono riportati alla normalità attraverso un percorso guidato atto a far dimenticare loro la mania del gioco online.

A World of Warcraft ho giocato, per circa 4 anni. Ne sono successe di cose, all' interno ed all' esterno del mondo virtuale: dapprima nato come gioco di ruolo interattivo (anche se su questa definizione molti puristi non sarebbero d'accordo), deve il suo successo ad una giocabilità estremamente semplice, e ad un complesso di oggetti magici e non da poter acquisire nel corso delle scorrerie nel mondo virtuale. Un mondo composto addirittura da continenti interi, dove due fazioni si scontrano senza sosta per ottenere record, onore, e negli ultimi anni, soldi.

World of Warcraft ormai è diventato un business: se inizialmente vennero lanciate le prime gare con premi monetari, come le arene stagionali che consentivano a chi si accaparrava le prime tre posizioni di vincere consistenti somme in denaro, ora l'economia virtuale è diventata tristemente reale.

Se la cosa non sconvolge più di tanto alcuni lettori, a me personalmente rende molto triste. Un conto è Second Life, un vero mondo parallelo con un'economia virtuale molto simile a quella reale, nato per poter affiancare la moneta del gioco a quella del mondo fisico; ma se si trasforma ogni gioco in un' occasione di business, perde la sua radice ludica, e si riempie di persone che non considerano nemmeno lontanamente l'idea del divertimento, della lealtà e della condivisione del proprio tempo con altre persone che hanno voglia di divertirsi.

E' il caso di molti giocatori cinesi: negli ultimi due anni si è sviluppato un vero e proprio mercato attorno alla moneta virtuale di Warcraft, il Gold. Alcuni gamers cinesi ottengono uno stipendio vero e proprio giocando ininterrottamente anche fino a 12-14 ore al giorno allo scopo di incamerare la maggior quantità possibile di moneta virtuale, per poi rivenderla ad altri giocatori sparsi per il mondo facendosi pagare per lo più in dollari.

Questa pratica si chiama "gold farming", e all'interno del gioco non è raro sentire frasi del tipo "stai facendo soldi come un cinese". Per quanto molti siano ancora rinchiusi in scantinati a lavorare in condizioni pietose, sono sorte vere e proprie aziende che ruotano attorno al gold farming, con decine di impiegati, stipendi fissi, e via dicendo.

E' un mercato fiorente, affiancato da quello del Powerleveling, altra idea che i cinesi hanno sfruttato bene: si tratta di innalzare un personaggio fino al massimo livello raggiungibile, previo pagamento s'intende.

Ma pare che tutto questi sia destinato a finire: sta per essere introdotto un nuovo sistema di regolamentazione che vieterà la pratica del gold farming.
Secondo le nuove regole, i giocatori potranno comprare la carta prepagata pagandola in dollari, che saranno convertiti in moneta virtuale secondo uno specifico rapporto di cambio. La valuta sarà utilizzabile solo negli scambi all'interno del gioco.

Solo l'anno scorso, il mercato della moneta virtuale proveniente dai giochi online si aggirava tra i 200 milioni e 1 miliardo di dollari. Non è possibile fare stime precise, perchè il mercato molto spesso è popolato da truffatori, e non si è in grado di tenere traccia in maniera completa di tutte le transazioni. Le policy del gioco non consentono questa pratica, ma per ora non c'è nulla che possano fare per impedirla, se non bannare (escludere) dal gioco chi venisse sorpreso a praticarla.

Qui sotto, un video che mostra in che stato vivono e lavorano alcuni gold farmers cinesi, e che tipo di business gira attorno al gioco online:


Pubblicato il: giovedì, luglio 09, 2009

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