L'acronimo utilizzato è DIME, che sta per Dense Inert Metal Explosive. Si tratta di un nuovo tipo di bombe, a quanto pare testate nella striscia di Gaza, che si frantumano in piccolissimi frammenti che investono chiunque si trovi nel raggio d'azione degli ordigni. Di "inerte", quindi, ha ben poco.
Nonostante il governo israeliano non confermi nè neghi il loro utilizzo, un'inchiesta di RaiNews 24 svela la verità in merito a questo nuovo tipo di esplosivi. Fanno parte di una nuova e malata concezione di guerra "politicamente corretta", trattandosi di armi a corto raggio che creano danni circoscritti, limitando la distruzione di edifici e case, ed utilizzabili in aree densamente popolate.
Altro "vantaggio" dell' utilizzo di queste bombe è che sono relativamente modeste in dimensioni e peso, e possono essere trasportate dai droni volanti senza pilota che ormai pattugliani i cieli di mezzo mondo, senza mettere a rischio personale umano.
La metodologia utilizzata per le deflagrazioni delle DIME, invece, è più complessa e subdola: attorno ad un nucleo di esplosivo "tradizionale", si trovano micro-particelle di materiale inerte, come il tungsteno. L'esplosivo utilizzato è spesso l' HMX, un materiale esplosivo ad alta velocità che viene utilizzato per la perforazione dell' acciaio o del cemento.
Una volta innescato l'ordigno, l'involucro di carbonio va in frantumi per la pressione esercitata dall' HMX, e rilascia la polvere di tungsteno carica di energia ed incandescente (i cui granuli hanno un diametro di 1-2 millimetri, e contengono altri materiali come cobalto, nickel e ferro), che uccide qualunque cosa di organico si trovi nel raggio di circa 4-8 metri.
Il corto raggio è dovuto alla resistenza dell' aria, che frena le piccole particelle oltre un certo raggio d'azione.
Si possono imaginare gli effetti devastanti dell' arma: seppur non possa demolire una casa, chiunque si trovi entro il raggio d'azione, o appena fuori, viene investito da una tempesta ad altissima velocità di polvere metalliche, che spappola letteralmente il corpo dei malcapitati.
Senza contare poi gli effetti cancerogeni: la lega di tungsteno utilizzata è nota fin da alcuni studi condotti dal Dipartimento per la Salute statunitense nel 2000, causando neoplasie, diverse tipologie di tumori, ed è in sostanza praticamente intrattabile con qualsiasi tipo di cura conosciuta perchè le dimensioni e la quantità delle particelle sono tali da non poter essere rimosse con un'intervento chirurgico.
Le sperimentazioni dell'arma condotti nel 2005 nel Maryland hannodato i seguenti risultati: mortalità al 100% (OGNI soggetto, che sia animale o umano, è deceduto); entro i 5 mesi dall' esposizione a frammenti di tungsteno, le cavie sviluppano una rara forma di cancro, il rabdosarcoma; necrosi degli arti colpiti fuori dal raggio d'azione, nel giro di pochi minuti.
Trovate i risultati dello studio (in inglese) qui: http://www.afrri.usuhs.mil/www/outreach/pdf/tungsten_cancer.pdf
L'inchiesta condotta nel 2006 da RaiNews24 ed il quotidiano francese LeMonde afferma che le bombe DIME siano state utilizzate dal governo israeliano contro bersagli palestinesi. Strane ferite, analisi di laboratorio dei corpi delle vittime hanno stabilito che i dati raccolti possano essere associati all' utilizzo di questi ordigni micidiali. Mads Gilberd ed Erik Fosse, medici che lavorano sul campo all' interno della striscia di Gaza fin dal 2008, sostengono la stessa ipotesi, avendo assistito di persona ai tipi inusuali di ferite che alcuni palestinesi hanno riportato.
E' nata una nuova generazione di bombe, specificamente nate per i giornalisti: ormai nessuno vuole vedere gente ferita e mutilata nei propri schermi televisivi, e ci si basa sulla quantità di macerie degli edifici per elaborare un certo grado di indignazione o di sgomento. Queste bombe sono l'ideale per la massa che non vuole vedere quello che accade quotidianamente nelle zone calde del Pianeta.



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