Somiglia molto ad un romanzo di Clive Cussler, dove Dirk Pitt, famigerato eroe a metà tra un marine, McGuiver e Nicholas Cage in "Il mistero delle pagine perdute" riporta alla luce antichi tesori inabissatisi nei mari di mezzo mondo.
Anche se la realtà è molto diversa dalla fantasia romanzesca, e soprattutto più dispendiosa, Martin Wenzels, imprenditore tedesco di 42 anni, ha finalmente recuperato un immenso tesoro da una nave pirata, la Forbes, risalente ai primi anni del 1800, ed inabissatasi al largo del Borneo.
Il bottino del tedesco, pirata dei pirati, frutto di un'avventura durata anni, costata oltre 3 milioni di euro e 35 immersioni, è un carico da favola:
- Una tonnellata e mezzo di monete d'argento
- Gioielli d'oro
- Suppellettili di cristallo
- Porcellane cinesi
- Cannoni, moschetti ed altre armi
- 400 bottiglie di vino
Un totale di oltre 7 milioni di euro, oltre alla rilevante scoperta di un relitto che era ormai dato per irraggiungibile sul fondo del mare da oltre 200 anni.
Il Forbes, capitanato da Frazer Sinclair, e scomparso tra il Borneo e Sumatra nel 1806, è stata una famosa nave pirata e commerciale inglese composta da una ciurma di bucanieri. I bucanieri, pirati che generalmente sostavano su isole in attesa della prossima avventura per mare, erano chiamati tali per il modo tradizionalmente diffuso di preparare la carna di maiale, "alla bucana" appunto.
Re Giorgio III concesse al vascello l'autorizzazione all' attacco di navi straniere, alla vecchia maniera del pirata Drake, e le sue vittime sono state numerose: ha attaccato almeno un vascello cinese che trasportava porcellane della dinastia Ming, ad esempio.
Una delle attività commerciali condotte dalla nave era il trasporto di oppio e ferro da Calcutta, in India, fino alle estremità del continente asiatico.
Ma dopo aver assaltato un brigantino olandese ed essersi riempita il ventre di preziosi, la nave venne condotta verso la costa dell' isola di Belitung il 9 Settembre 1806, naufragando contro la scogliera di Mampango, che venne mappata solo 5 anni dopo l'episodio. L'equipaggio, sopravvissuto grazie a tre scialuppe di salvataggio, è stato poi soccorso da una nave inglese di passaggio.
A quanto pare, la legislazione sui diritti di recupero marino nelle acqua indonesiane prevede che il 50% del valore finale del recupero debba andare al Governo, per cui Martin Wenzels dovrà probabilmente dividere gli incassi con lo Stato indonesiano.
Ma Wenzels non si da per vinto. Con gli incassi dell' asta che prevede di istituire per vendere gli oggetti recuperati, vuole finanziare altre missioni, come il recupero di un vascello che pare trasportasse due tonnellate d'oro.
"Fino ad ora, abbiamo cercato 35 vascelli, due di essi hanno carico di valore. Ora il costo per i nostri tre recuperi, i 50 uomini di equipaggio, le licenze e tutto il resto, siamo coperti" dice Wenzel.
Durante tutti i due anni del recupero, Wenzel ha volato in indonesia sei volte l'anno, lasciando sul posto il suo socio permanentemente, Klaus Keppler.
Quest'ultimo si è reso noto tra i relic hunters per aver trovato vasi e cannoni cinesi risalenti al X secolo d.C nei dintorni di Jakarta.



Recuperato vascello pirata del valore di 7 milioni di euro è classificato per: 


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