Circa il 90% delle banconote esaminate sul territorio degli Stati Uniti riporta tracce di cocaina. In alcune zone degli USA, come Boston e Detroit, la percentuale sale, fino a raggiungere il 95% di Washington D.C.
Il campione esaminato si basa su 30 città di Stati Uniti, Canada, Brasile, Cina e Giappone.
Gli Stati Uniti ed il Canada detengono il record, con una media che va dall' 85 al 90% delle banconote; Cina e Giappone invece inseguono con il loro misero 12-20%, spiegabile sia attraverso ragioni culturali che economiche (in Cina ad esempio, non molti possono permettersi della cocaina).
I dati sono ancora più allarmanti se si considera che uno studio simile condotto due anni fa il tasso di contaminazione da cocaina delle banconote era inferiore del 20%. Elaborando i dati delle città U.S.A. prese a campione, si può calcolare che circa il 67% di TUTTE le banconote americane contenga tracce di cocaina.
Questo tipo di studio è utile per diversi motivi: innanzitutto, aiuta la polizia ad avere un quadro di consumo generale, dando una dimensione più concreta del fenomeno; se si procedesse per sondaggi, molte persone non risponderebbero alla domanda "fai uso di cocaina?". In secondo luogo, questo tipo di ricerca aiuta a formare delle "mappe di consumo di cocaina", identificando le comunità che ne fanno più uso e creando delle mappe di diffusione del fenomeno.
I primi test di questo tipo venivano eseguiti solo su un numero esiguo di banconote, oltre al fatto che alcune banconote venivano distrutte durante i test chimici.
Il nuovo studio invece usa un nuovo metodo che consente di lavorare più velocemente ed in maniera più accurata sulle banconote, misurando i livelli di cocaina senza dover distruggere le banconote sottoposte al test.
La ricerca, condotta da Yuegang Zuo dell' Università del Massachusetts di Dartmouth, ha preso in esame :
- 234 banconote provenienti da 17 città U.S.A., contaminate al 90-95%
- 27 banconote provenienti dal Canada, scoprendo un tasso di contaminazione medio dell' 85%
- 10 banconote dal Brasile, con contaminazione attorno all' 80%
- 112 dalla Cina, 20% delle quali con tracce di cocaina
- 16 banconote dal Giappone, con il 12% di tracce di cocaina.
Nonostante le tracce di cocaina trovate in moltissime banconote, Zuo sostiene che sono presenti in così minima quantità da non poter rappresentare un rischio per chiunque maneggi denaro. "In linea di massima, non puoi sentirti drogato sniffando banconote normali, a meno che non siano state usate direttamente in uno scambio di droga o nel suo utilizzo. E non ha effetti sulla salute ed è improbabile che possa interferire con i test del sangue e delle urine utilizzati per determinare la presenza di droga" dice Zuo.
Molte di queste tracce avvengono durante scambi leciti di denaro. E' possibile infatti che la banconota usata per il consumo di cocaina lasci tracce su altre banconote tenute, ad esempio, vicine in un portafogli, o raggruppate in un registratore di cassa.
Le banconote che invece riportano in massa tracce di cocaina sono state quasi sicuramente utilizzate per il consumo o durante uno scambio di droga.
L'analisi delle banconote non è un nuovo strumento di indagine sulla droga, ma esiste da almeno una decina d'anni a supporto della statistica sul consumo di droga.
In Europa la situazione non pare diversa: come riporta la BBC su un articolo che parla dell' analisi delle banconote di Londra, sono state esaminate più di 500 banconote di diversi "tagli" (quattro). Il risultato è stato che solo 4 delle oltre 500 banconote risultavano pulite (99% di contaminazione), e più del 4% delle banconote conteneva tracce massicce di cocaina.
In Italia, su un campione di 100 banconote da 20 Euro prelevate a Roma, la presenza di cocaina supera il 90% . In Spagna la situazione è molto simile, con una percentuale del 94%.
Sono dati che vanno interpretati in maniera corretta, ma mostrano l'espansione di un fenomeno che ormai dilaga tra tutte le fasce sociali e non fa distinzione di sesso o età.



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