Se si nominano i ninja, è spesso impossibile distinguere tra realtà e mito, in quanto queste figure enigmatiche e così "pesanti" in alcuni conflitti del medioevo giapponese sono sempre stati circondati dal mistero e dalla superstizione.
Il concetto stereotipato che abbiamo degli shinobi (ninja) è quello di uomini vestiti di nero, che lanciano stellette metalliche ed indossano spade finemente decorate, uccidendo chiunque si metta tra loro e la missione. Forse sarà deludente, ma il lavoro del ninja era costituito solo in parte dal combattimento: i ninja erano abili spie, persone talvolta di immensa cultura umanistica e tecnica, abili strateghi ed attori, uomini dotati di un corpo temprato da anni e anni da un addestramento che si tramandava di generazione in generazione nella più totale segretezza.
Il ninjutsu è l'arte dell' invisibilità. E' un insieme di tecniche che non solo prevede il combattimento corpo a corpo o a distanza, ma un intero compendio di distrazioni, segreti, tecnologie "povere" e abilità che rendevano il ninja più di un semplice assassino.
Sapevano seguire le tracce come nessun altro, rimanevano all' ombra a far da osservatori, si lanciavano in missioni di perlustrazione, eseguivano incarichi di spionaggio di tutti i tipi, dal fingersi un contadino per raccogliere voci, fino ad infiltrarsi nelle corti dei daimyo locali.
Il lavoro degli shinobi, e soprattutto delle kunoichi (ninja femmina) era principalmente quello di ricavare informazioni in ogni modo possibile. Ed è per questo che la vita del ninja era regolata da sofisticate tecniche di camuffamento, disimpegno e spionaggio. Capitava spesso che le missioni richiedessero di infiltrarsi segretamente all' interno di castelli o edifici molto sorvegliati, e la capacità di un disingaggio veloce ed in grado di disorientare il nemico era fondamentale per la riuscita della missione.
Ora, occorre fare una netta distinzione tra il mito del guerriero-ombra e la realtà dei fatti: i ninja erano si guerrieri eccezionali, ma all' occasione anche intelligenti interlocutori, affascinanti dame da compagnia, sofisticati finti-nobili o addirittura monaci. Nel corso della storia del Giappone si è spesso favoleggiato delle loro abilità magiche, anche perchè il loro addestramento richiedeva la conoscenza di elementi esoterici tipici dell' alchimia e del culto animista-shintoista, che vedeva in ogni elemento primario (terra, fuoco, acqua, aria, fulmine) la rappresentazione in natura degli dei.
Il bagaglio tecnico dei ninja era un ventaglio di abilità che includeva:
- Combattimento: tra le più sofisticate tecniche di combattimento mai viste. Il punto chiave è l'equilibrio, e gli shinobi erano maestri nel mantenersi stabili in qualunque posizione si trovassero. Colpivano punti vitali per paralizzare, sapevano maneggiare armi tradizionali o improvvisate e combattere a mani nude, avevano conoscenza delle altre arti marziali per potervisi opporre. Il tutto condito da insane capacità di resistenza alla fatica ed al dolore, talvolta motivate da una fedeltà incrollabile.
- Disimpegno: quest'abilità fu una di quelle attorno alla quale spuntarono leggende tra le più disparate: sparizioni, trasfoprmazioni, tecniche magiche, e via dicendo. In realtà, i ninja avevano una dotazione estremamente ampia di strumenti che potevano utilizzare per la fuga o per evitare il combattimento: veleni, polveri urticanti, mine di terra, sacche di budello di animale per scivolare sull' acqua, e molto altro ancora.
- Invisibilità: questi guerrieri erano in grado di muoversi lasciando dietro di sè il minor numero di indizi possibili della loro presenza. Come i moderni cecchini, la pazienza era un'arma fondamentale: talvolta occorrevano giorni di appostamenti per poter ottenere le informazioni desiderate, o lunghi inseguimenti, che richiedevano la più completa silenziosità ed immobilità.
- Alchimia: la conoscenza delle polveri e dei minerali era anch'essa fondamentale allo scopo di produrre veleni, mine, ordigni esplosivi di diverso tipo, lavorazione dei metalli (i ninja spesso avevano armi prodotte internamente ai loro villaggi), medicamenti o strumenti di disimpegno.
- Spionaggio: l'abilità di raccogliere informazioni non si limita alla capacità di essere invisibili, ma spesso deve necessariamente affiancarsi ad un'attività "pubblica", che prevede il contatto con la gente, empatia, capacità di saper analizzare i segnali corporei.
- Tortura: i ninja erano abilissimi nello strappare informazioni ai prigionieri. Date le vaste conoscenze di anatomia previste dall'addestramento nel corpo a corpo, erano in grado di torturare per giorni interi senza tuttavia uccidere chi era posto sotto interrogatorio.
Gli shinobi erano perfettamente consapevoli che le loro arti erano mortali, e che l'alone di mistero attorno alle loro capacità era forse l'arma più potente a loro disposizione, per questo motivo la segretezza era d'obbligo: vivevano in "villaggi segreti", a volte composte da poche decine di individui, nei quali affinavano le loro arti in attesa di un committente che gli assegnasse una missione, alla larga da occhi indiscreti che avrebbero potuto svelare i loro trucchi e le loro capacità tattiche e tecnologiche-
Due delle più potenti organizzazioni di shinobi erano gli Iga ed i Koga, esperti nelle tattiche di guerriglia e di spionaggio fin dal XIV secolo. Il periodo è conosciuto come il più violento mai attraversato dal Giappone (epoca Sengoku), con molti rivolgimenti interni tra potentati locali.
Spesso le guerre locali non portavano a nulla se non ad un enorme spreco di energie, risorse e uomini, ed in quel caso veniva richiesto l'aiuto di ninja. Il Bushido, il codice di condotta dei samurai, impediva l'assassinio, considerato gesto vile e privo di onore; per questo motivo, molti daimyo si rivolgevano agli shinobi, in grado di infiltrarsi tra le linee nemiche, "tagliare il capo del serpente" e modificare le sorti di interi conflitti.
Gli Iga e i Koga erano essenzialmente due super-gruppi di ninja rivali, che vivevano in due valli differenti separate da una montagna, dove svolgevano anche ruoli di medici ed erboristi per i contadini che lavoravano le campagne vicine.
Per secoli si sono addestrati in segretezza, sopravvivendo fino al XX secolo, nonostante le persecuzioni che hanno dovuto affrontare da parte dell' Impero in diversi periodi storici del Giappone. Sterminio di interi villaggi, lotte interne per la supremazia dei clan, doppio e triplo gioco, rivalità tra scuole, segnarono profondamente il periodo Sengoku.
L'addstramento comincia sin da piccoli, dall' età di 6-7 anni. e consiste inizialmente nell' allenamento alla resistenza e alle tecniche di base, affiancati dalla filosofia e dalla lettura dei testi religiosi (i ninja sono nati dagli Yamabushi, i monaci buddisti guerrieri delle montagne).
Partendo dal taijutsu, le tecniche di corpo a corpo, il ninja evolveva con l'esperienza e l'insegnamento elitario che gli veniva impartito, passando attraverso le 18 tecniche di base (Bugei Juhappan) ed ulteriori 18 tecniche avanzate (Ninja Juhakken).
Le tecniche di base, alcune comuni con l'addestramento dei samurai, sono:
Seishin Teki Kyoyo - addestramento spiorituale
Tai-Jutsu - combattimento senza armi
Ninjatou-Jutsu - combattimento con la spada corta
Bo-Jutsu - tecniche di combattimento col bastone
Shuriken-Jutsu - Armi da lancio
Yari-Jutsu - combattimento con la lancia
Naginata-Jutsu - alabarde
Kusarigama-Jutsu - armi a falcetto o catene (Kusarigama)
Kayaku-Jutsu - esplosivi
Henso-Jutsu - travestimento
Shinobi-Iri - invisibilità e tecniche d'infiltrazione
Ba-Jutsu - equitazione
Sui-Ren - nuoto e tecniche acquatiche
Bo-Ryaku - Strategia
Cho-Ho - Spionaggio
Inton-Jutsu - Tecniche di scomparsa (disingaggio)
Ten-Mon - Meteorologia
Chi-Mon - Geografia
Nonostante l'estrema segretezza sulle identità dei ninja, alcuni sono diventati famosi grazie alle loro cronache ed alla loro abilità:
Sasuke Sarutobi
Ninja Koga dalle eccezionali abilità acrobatiche. Si dice vivesse sugli alberi come le scimmie (Sarutobi significa "salto della scimmia"), e fu famoso per essersi infiltrato nel castello dello Shogun. Sorpreso dalle guardie, fu costretto a fuggire utilizzando un trampolino, che però si ruppe e gli fratturò un piede. Per fuggire, Sarutobi fu costretto a tagliarsi un piede.
Hattori Hanzou Masashige
il ninja più famoso di tutti, le cui cronache sono citate nei libri di storia giapponesi, appartenente alla famiglia Iga. Maestro nell' utilizzo della lancia, ebbe la sua prima battaglia a 16 anni, per difendere lo Shogun. A 18 anni venne riconosciuto come maestro ninja, e la sua abilità è rimasta nella storia
Fujibayashi Nagato
Uno dei jonin (maestri ninja) più temuti, si crede (con diverse correnti di pensiero) fosse due persone contemporaneamente: Fujibayashi Nagato, del clan Nord Iga, e Momochi Sandayu, dei Sud Iga.



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