Si chiama European Extremely Large Telescope, ed è l'ultima invenzione dell' astronomia moderna. Visto che porre in orbita un telescopio nello spazio è ancora un'operazione che costa uno sproposito di soldi, gli astronomi di tutto il mondo si stanno ingegnando nel progettare e costruire telescopi ottici sempre più potenti, e dalle dimensioni gargantuesche (ho sempre desiderato utilizzare questo termine).Il mostro europeo, E-ELT per semplificare, è ancora allo stadio di progettazione, e comprende una cupola sufficientemente larga da contenere e gestire nei suoi movimenti un telescopio dotato di un super-specchio del diametro di 42 metri.
Lo specchio primario è composto da 984 sezioni esagonali che non sono altro che specchi larghi circa un metro e mezzo, a formare il disco concavo che caratterizza parte del sistema ottico.
Lo specchio primario di un telescopio è il fulcro su cui ruotano tutte le doti ottiche dello strumento. E' la parte che si incarica di ricevere la luce proveniente dalle stelle, e la sua perfezione determina le qualità dello strumento. Non solo: più uno specchio primario è largo, più sarà in grado di fornire stelle luminose, dettagli non precedentemente visibili, ed immagini più nitide e definite.
Il problema è che questa enorme quantità di specchi, ed il loro peso soprattutto, rappresentano un grosso ostacolo per il corretto funzionamento del telescopio. Il peso di 984 specchi delle dimensioni di 1 metro e mezzo può far deformare la struttura dell' intero telescopio, senza contare che la deformazione può essere ancora più deleteria in base alle condizioni atmosferiche (es. dilatazione termica).
Per ovviare a questo problema, lo specchio primario e tutte le sue sezioni saranno dotate di moduli di adattamento elettronici, che consentiranno di mantenere il corretto allineamento degli specchi e di adattarsi (ottica adattiva) alle diverse condizioni atmosferiche.
Una decisione in merito alla sua costruzione ed alla sua posizione sarà presa per la fine del 2010 (ovviamente richiede un ingente somma di denaro per poter essere realizzato - si stima 800 milioni di dollari),e la sua costruzione, se tutto dovesse seguire un iter regolare, potrebbe finire nel 2018.
Le prestazioni saranno immensamente maggiori, probabilmente un centinaio di volte quelle del più potente telescopio ottico terrestre, come il SALT (Southern African Large Telescope) o il Gran Telescopio Canarias, del diametro di dieci metri. O il Large Binocular Telescope, di compartecipazione italiana (25%), del diametro di oltre 11 metri posto nell' Osservatorio Nazionale del monte Graham, in Arizona.
Le osservazioni che si potranno ottenere saranno migliori di quelle che si possono avere ora con l'ormai "nonno Hubble", nonostante tra noi e lo spazio ci sia un perenne strato di atmosfera che sottrae luminosità a stelle e galassie.
Potrà raccogliere fino a 15 volte più luce rispetto ai telescopi più grandi attualmente utilizzati, potendo ottenere livelli di dettaglio incredibili e rendendo possibile fare le prime osservazioni visuali dei pianeti extrasolari.
Riuscirà ad osservare il cielo come se la nostra atmosfera fosse più rarefatta di quanto non sia in realtà grazie alla sua ottica adattiva, rendendo possibile fare osservazioni incredibili di ciò che per ora si è solo calcolato, dedotto o osservato tramite onde radio o infrarossi.
Non è l'unico telescopio gigante in progettazione: studi per la realizzazione di una serie Extremely Large Telescope si stanno effettuando in tutto il mondo, attraverso partnership tra Paesi o realizzazioni "in proprio".Uno degli esempi è il Giant Magellan Telescope, che si sta realizzando in Cile attraverso l'impegno di Stati Uniti, Australia e Sud Corea. Sarà un sistema ottico adattivo composto da 7 specchi, arrivando ad una superficie totale equivalente a quella di uno specchio da quasi 25 metri.
http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/4426535.stm



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