mercoledì, ottobre 28, 2009

Influenza Dengue: nuova pandemia in arrivo?


Partita dal Messico, l' influenza suina ha diffuso terrore in tutto il mondo, nonostante "solo" lo 0,2-0.4% dei malati abbia avuto conseguenze gravi dopo 4-5 giorni dalla contrazione del virus.
Il fatto che sia stata paragonata all' epidemia di influenza spagnola che uccise tra 50 e 100 milioni di persone nel mondo forse ha reso il virus più letale di quanto non lo sia effettivamente: la mortalità pare essere pari a quella dell' influenza stagionale, per cui c'è effettivamente qualcosa che non va nei calcoli dell' OMS, oltre al fatto che il Tamiflu ed il Relenza non sembrano poter combattere così efficacemente il virus.

Non si sa con certezza quante siano le morti, e nemmeno le infezioni, perchè i sintomi dell' influenza suina somigliano a quelli delle influenze stagionali, e non sempre si riesce a distinguere i casi in maniera netta. Basta guardare diverse fonti di informazione e ci si rende conto che non si sa con certezza quanti siano i casi di morte e di infezione:

http://www.flucount.org/
http://www.disabled-world.com/health/influenza/swine-flu/cases-statistics.php
http://www.argentinepost.com/2009/07/argentina-surpasses-mexico-in-swine-flu-deaths.html
http://portal.salud.gob.mx/descargas/pdf/influenza/situacion_actual_epidemia_110709.pdf

Nonostante le preoccupazioni sull' H1N1, pare che in Messico non ne facciano una questione così grande; non così grande come per l' influenza Dengue, che a quanto pare sta mietendo vittime quanto l' influenza suina. Se per la H1N1 le morti in tutto il Messico vanno da 159 a 27 (dipende dalle fonti che si prendono in considerazione...), nel solo stato messicano di Jalisco, tra il 27 Settembre ed il 3 Ottobre 2009 si sono verificati 373 nuovi casi di infezione, che portano il numero delle infezioni da Dengue a Jalisco a 2.360. E considerando che la dengue si diffonde attraverso una zanzara e non per via aerea, la questione diventa davvero problematica e inquietante.

http://news.xinhuanet.com/english/2009-08/05/content_11829242.htm

Ma non è il solo dato preoccupante: per prima cosa, infezioni da Dengue si sono viste in tutto il Sud America, e non esiste un vaccino. Ma pare che le case farmaceutiche non prendano in considerazione una malattia se non quando inizia a colpire qualche stato politicamente più influente a livello globale...
Infatti, ogni anno vengono riportati decine di milioni di casi di infezioni da Dengue in Paesi tropicali o sub-tropicali, mentre sono centinaia di migliaia i casi di dengue emorragica, la forma più letale della malattia, ma pare che nessuno possa (o voglia) fare qualcosa.

La mortalità della dengue emorragica, senza trattamenti, può arrivare al 20%; con i dovuti trattamenti è attorno all' 1%, da 2 a 5 volte più della H1N1 (le cui stime vanno da 0.2 a 0.4% di mortalità per le persone infette).


DENGUE, QUESTA SCONOSCIUTA

Ma cos'è la Dengue? E perchè nessuno ne ha mai sentito parlare?
La Dengue è una malattia trasmessa dalle zanzare Aedes, che inoculano un virus nel sangue dell' essere umano. Il contagio può avvenire se la zanzara punge un soggetto infetto, ed in seguito si posa su un altro bersaglio. Diversamente dalla zanzara Anofele, che punge prevalentemente di notte, le Aedes sono attive anche durante il giorno, moltiplicando le possibilità di contagio.

La Dengue è una malattia che, nonostante in pochi ne abbiano sentito parlare, è largamente diffusa in Africa, Sud america, Asia, Australia, ed in molte regioni del Pacifico tropicale, soprattutto nelle zone rurali dove le zanzare trovano un terreno fertile per il loro sviluppo.
E' conosciuta da almeno 50 anni: nei primi anni '60 i governi Centro-Americani hanno attuato un piano di controllo per l'infezione, riuscendo a farla retrocedere, ma il virus non è mai scomparso del tutto, ricomparendo negli anni '80 e '90, per poi raggiungere i livelli del 2009.

E' una malattia che come sintomi iniziali ha febbre alta, mal di testa, dolore muscolare ed affaticamento. Proprio per i suoi dolori muscolari viene anche definita la "febbre spaccaossa". Il tutto accompagnato da nausea, vomito e perdita di appetito, tutte cose che provocano una progressiva disidratazione ed indebolimento dell'organismo infetto.

Generalmente la malattia persiste per 10 giorni, ma occorre fino ad un mese per un completo recupero. A volte però degenera ulteriormente, divenendo la "Dengue emorragica", che inizia con sanguinamento dal naso e dalla bocca, per poi giungere ad emorragie interne ed esterne. Anche con un opportuno trattamento, se non si è stati tempestivi nelle cure i vasi sanguigni possono collassare, causando shock e morte nel 5% dei casi.

Una della particolarità della Dengue è che se si viene infettati e si supera la malattia, si hanno maggiori probabilità di sviluppare la forma emorragica nel caso si venisse nuovamente infettati. Sono in circolazione circa 4 ceppi virali di Dengue, e sviluppare resistenza per uno di questi ceppi equivale ad indebolire l'organismo per gli altri tre, rischiando di contrarre la forma emorragica con più facilità.

Altra caratteristica inquietante è che non esiste un vaccino. Esistono trattamenti successivi all' infezione, ma si tratta principalmente di riposo, calmanti e idratazione, che possono ridurre la mortalità all' 1% circa se attuati in tempo.


LA GEOGRAFIA DELLA DENGUE

Sul Messico ho già scritto qualche dato non di certo incoraggiante. Le infezioni totali del 2008 fino ad ora sono 27.000, delle quali 4.477 emorragiche, con 20 morti. Nel 2001 i casi di Dengue erano "soltanto" 1.781. Ma la situazione sta peggiorando nel 2009, con un incremento delle infezioni da forma emorragica di Dengue.

Il Paraguay ha dichiarato lo stato di emergenza per la morte di 17 persone a causa di febbre emorragica; inoltre può contare su un numero di 400.000 infetti di Dengue "comune", il che li rende potenzialmente soggetti a rischio di forma emorragica per il prossimo contagio. Il governo paraguaiano ha mandato soldati per le strade a spruzzare insetticida e ripulire le acque stagnanti.

Nella Repubblica Dominicana i morti sono 24, e non si ha una stima precisa sugli infetti.

Per la situazione Sud-americana consiglio di consultare questo sito: http://woodshedenvironment.wordpress.com/?tag=dengue-hemorrhagic-fever

Gli Stati Uniti, soprattutto in Texas, contano ogni anno circa 100 casi di infezione, ma il numero pare destinato a crescere, soprattutto per la tropicalizzazione delle aree meridionali. La linea equatoriale si sta alzando a causa del riscaldamento globale, e con essa sale anche la zanzara.
La diffusione è inoltre facilitata dal turismo e dalla facilità di spostamenti di persone e merci, che contribuiscono a diffondere il virus molto più facilmente di quanto non accadesse 50 anni fa.
Inoltre, un famoso caso di Dengue in Texas, nel 1922, ha causato circa mezzo milione di infezioni.

Passiamo all' Asia: In Sri Lanka, le infezioni sono a 20.576, con 224 morti per dengue emorragica; In Vietnam il numero sale a 35.046 casi di infezione; in altre nazioni non è possibile effettuare una stima accurata del numero di morti o di infezioni.


In generale, i casi di dengue nel 2009 hanno visto un aumento che va dal 100% fino al 600%. E' il preludio ad una nuova esplosione virale di livello pandemico?

http://www.promedmail.org/pls/otn/f?p=2400:1001:80787::NO::F2400_P1001_BACK_PAGE,F2400_P1001_PUB_MAIL_ID:1010,79723

http://news.xinhuanet.com/english/2009-08/03/content_11819810.htm

http://news.xinhuanet.com/english/2009-10/07/content_12189706.htm

Leggi anche:
Influenza A: le anomalie della pandemia


23/02/2010

Come è stato accennato in precedenza, l'influenza Dengue viene diffusa attraverso la puntura di zanzare femmina. Ora come ora, non esiste alcuna vaccinazione o trattamento specifico per la Dengue, ed ogni anno circa 100 milioni di persone vengono colpite, minacciando un terzo della popolazione mondiale.

alla University of California il professor Anthony James è allo studio di una tecnica di manipolazione genetica per il controllo della popolazione di zanzare. L'approccio sembra essere il più funzionale, e consentirebbe di rendere le zanzare inabili al volo.

Attraverso la genetica infatti, i maschi di zanzara verrebbero alterati in modo tale da passare un particolare gene alla prole, gene che non permette alle femmine dalla generazione successiva di volare, interrompendo lo sviluppo delle ali.

Lo stesso approccio sembra non possa venire adottato per la malaria: la dengue infatti si diffonde grazie a solo due specie di zanzara, mentre per la malaria i portatori possono essere molte specie differenti.

'Lame' mosquitoes to stop dengue

Pubblicato il: mercoledì, ottobre 28, 2009

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