sabato, novembre 14, 2009

Asteroidi: monitorare il pericolo dallo spazio

Se un asteroide passa in prossimità della Terra, dovremmo essere avvertiti?
Alcuni pensano che per non provocare il panico generale, se non c'è il rischio diretto che l'asteroide ci possa colpire, sarebbe meglio tacere; altri invece si schierano per la trasparenza totale dell' informazione, anche se questa può potenzialmente provocare il "panico da Deep Impact".

Il 6 Novembre un asteroide ci ha sfiorati: 14.000 km di distanza dalla superficie della Terra è ben più vicino dei 36mila km dei satelliti in orbita geostazionaria.
Con i suoi 7 metri di diametro, 2009 VA è niente più che un grosso sasso, che con tutta probabilità si sarebbe del tutto consumato dall'attrito con l'atmosfera, ma che, come in altri casi analoghi avvenuti di recente, fa nascere alcune perplessità: era il caso di comunicarlo?

Se la notizia viene data non seguendo il modello informativo di Studio aperto, eccome. Credo che chiunque di noi abbia il sacrosanto diritto di sapere se un asteroide precipiterà o meno sul nostro pianeta, sia che possa provocare danni sia che non rappresenti una minaccia per qualche agglomerato urbano.

L'asteroide in questione è stato avvistato 15 ore prima dell'impatto dal Catalina Sky Survey. Subito sono scattati i calcoli sulla rotta, determinando che il sasso cosmico ci avrebbe soltanto sfiorato. Nel caso fosse stato in rotta di collisione con la Terra, sarebbero bastate 15 ore per mettere in salvo le persone minacciate dall' asteroide?

Purtroppo, i problemi relativi al monitoraggio degli asteroidi sono numerosi:
  • Mancanza di fondi: manca la moneta sonante per finanziare costosi progetti spaziali di monitoraggio degli asteroidi in real-time. Se solo non dovessimo sprecare miliardi di dollari per tornare inutilmente sulla Luna, potremmo dedicarci a missioni più pionieristiche (vedi Marte) ed a progetti dalla maggiore concretezza, come un sistema civile raffinato per l'individuazione di asteroidi. Vorrei ricordare che ci sono più di mille oggetti spaziali pericolosi per il nostro pianeta, che hanno un diametro pari o superiore ai 100 metri; se uno di questi, un giorno, "decidesse" che è giunta la nostra ora, rilevarlo in ritardo sarebbe una catastrofe di dimensioni che possiamo soltanto immaginare.
  • Per anni gli scienziati si sono avvalsi dei dati raccolti da satelliti militari americani per lo studio di asteroidi. Il problema è che ad un certo punto l'apparato militare statunitense ha deciso di bloccare la declassificazione dei dati relativi agli asteroidi, e non se ne capisce il motivo. Il problema sembra relativo al sistema definito Nuclear Detonation Detection System, un apparato installato su alcuni satelliti militari GPS che serve a rilevare ed a localizzare esplosioni nucleari nell'atmosfera terrestre e nello spazio (nello spazio??). Il sistema ha inoltre il compito di localizzare asteroidi in avvicinamento, determinando la scia energetica che emettono quando sono prossimi alla nostra atmosfera. Com'è facile immaginare, questi dati raccolti sugli asteroidi possono essere di vitale importanza per lo studio dei bolidi celesti, sulla loro "frenata" al contatto con l'atmosfera, e sulla loro reale pericolosità.Tuttavia queste informazioni sembrano cruciali per i militari, al punto da bloccare il flusso di dati da consegnare agli astronomi. Sembra si stia cercando di formulare una soluzione, ma occorre attendere che il Dipartimento della Difesa ne trovi una.
  • Per asteroidi sotto i 100 metri, purtroppo i sistemi di rilevamento attuali non sono sufficienti ad allarmare per tempo la popolazione eventualmente coinvolta, e ad attuare un piano di evacuazione nel caso l'obiettivo del bolide sia un centro urbano. Se un asteroide di 7 metri è di certo un minuscolo pezzo di roccia in confronto al migliaio che superano i 100 metri e che potenzialmente rappresentano una terribile minaccia, un asteroide di 50 metri è ben altra questione: per quanto il suo volume si possa ridurre al contatto con la nostra atmosfera, ed essendo di certo ben più piccolo di quello che si ipotizza causò l'estinzione dei dinosauri (circa 15 km), i danni che potrebbe causare non sono da trascurare. Ovviamente dipende tutto dalla composizione chimica del bolide, ma lo scenario è comunque inquietante. Facendo un paio di proporzioni di massima, un asteroide che attraversa l'atmosfera riducendosi ad un "sasso" di un metro di diametro può generare un cratere di 30 metri. Un asteroide di 50 metri che colpisce una città...lascio a voi immaginare gli effetti devastanti. Anzi, per renderla più comoda, possiamo utilizzare questo strumento: http://www.lpl.arizona.edu/impacteffects

Perchè allora non si investe in un sistema di monitoraggio globale degli asteroidi che possono rappresentare una minaccia possibile per il nostro pianeta? Tagli al bilancio, spostamenti di fondi verso direzioni non meglio note, o l'incapacità di rendersi conto del rischio reale di alcuni nostri governanti?

Pubblicato il: sabato, novembre 14, 2009

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