lunedì, novembre 16, 2009

Sabi, labrador sopravvissuto 14 mesi in Afghanistan

Riuscireste a sopravvivere nel deserto afgano, completamente nudi, senza cibo e acqua, soli in mezzo ad una guerra e privi di un'arma?
Ovviamente la risposta è no. Se l'impresa può sembrare assolutamente impossibile per chiunque, sarebbe ai limiti della realtà anche per gli uomini meglio addestrati degli eserciti di tutto il mondo.

Eppure, c'è un "soldato" che è riuscito a sopravvivere per 14 mesi, completamente abbandonato a se stesso e dato per disperso nel 2008 dopo una furente battaglia nella provincia di Uruzgan, tra l'esercito australiano e i militanti di Al-Qaeda. Si chiama Sabi, ed è un labrador nero anti-bomba.

Nel Settembre 2008, una pattuglia congiunta australiana-afgana in ricognizione è stata tratta in un'imboscata nella provincia di Uruzgan. La battaglia ha causato nove feriti, ed una medaglia al valore per uno dei soldati coinvolti nello scontro.
Con la pattuglia c'era anche Sabi, un cane addestrato per la ricerca di ordigni esplosivi.
Alla fine dello scontro, Sabi era scomparsa. Le ricerche sono durate per mesi interi, ma nessuna traccia del prezioso cane anti-bomba, pareva essersi volatilizzata, scomparsa nel nulla del deserto afgano.

Il destino di Sabi è rimasto incerto fino allo scorso giovedì 12 Novembre, quando un soldato dell' esercito statunitense ha ritrovato il cane in un avamposto isolato nella provincia di Uruzgan, dopo ben 14 mesi di solitudine nel deserto afgano.
Sabi è stata restituita alla base australiana in tempo per incontrare il Primo Ministro Kevin Rudd, che ha accarezzato il coraggioso labrador mentre si faceva ritrarre assieme al generale Stanley McChrystal, comandante delle truppe americane in Afghanistan.

Non si sa esattamente cosa abbia fatto Sabi nei 14 mesi della sua scomparsa. Tuttavia è stata ritrovata in buona salute, cosa che lascerebbe pensare che qualcuno si sia preso cura di lei. al test per determinare se avesse contratto malattie, doveroso prima di poterla rimpatriare per un meritato riposo, non è risultato nulla.

I cani anti-bomba sono una risorsa preziosissima per gli eserciti di tutto il mondo, in particolare quello australiano che tra i suoi compiti ha quello di addestrare l'esercito afgano e di pattugliare alcune regioni a rischio.
Gli esplosivi emettono delle molecole con un particolare odore, che può essere percepito da un cane addestrato allo scopo, dato che il suo senso dell' olfatto è da 20 a 40 volte più sviluppato di quello dell'essere umano.

Nelle truppe americane di stanza in Afghanistan, l'ottavo reggimento del secondo battaglione dei Marines di Camp Lejeune è quello che si occupa delle operazioni di localizzazione di ordigni esplosivi tramite i cani, per un totale di 13 team uomo-cane perfettamente addestrati allo scopo.
Principalmente si tratta di Labrador, che secondo gli addestratori sono in grado di concentrarsi maggiormente, e di bere meno, rispetto a tutte le altre razze canine impiegate nella ricerca di esplosivi.

Il problema principale di questi team è il legame che si instaura tra il marine ed il cane. Il cane non è proprietà del singolo marine, ma dell' esercito, e può essere "trasferito" da un momento all'altro cambiando padrone.
Per non parlare dei pericoli a cui va incontro quando viene destinato ad un impiego attivo, nel corso di missioni di ricognizione o nell'atto di localizzare ordigni esplosivi, potenzialmente mortali.
Come si può immaginare, questo fa soffrire il cane, ma anche l'essere umano che per mesi ha dedicato la sua vita all'addestramento del suo compagno a quattro zampe.

Possiamo quindi solo immaginare quanto abbia sofferto il soldato assegnato a Sabi nel momento in cui ci si è accorti della sua scomparsa. Fortunatamente, grazie alla fortuna, alla resistenza di questo Labrador nero ed all'aiuto di qualcuno che rimarrà sconosciuto, tutto si è concluso per il meglio, ed ora Sabi può godersi un meritatissimo periodo di congedo.

Pubblicato il: lunedì, novembre 16, 2009

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