Questo articolo non parlerà della quantità di persone obese negli Stati Uniti. Siamo abituati a considerare gli USA come un popolo costantemente affamato e piagato dal grasso corporeo, ma sembra che la situazione stia per cambiare, di certo non per volontà degli stessi americani.Secondo un sondaggio del Dipartimento dell' Agricoltura statunitense effettuato nel 2008, il 14,6% degli americani fatica ad avere cibo. La percentuale è salita di oltre tre punti dal 2007 (11,1%), di certo per la crisi economica mondiale, ma forse c'è altro dietro questa crisi alimentare. Aspettando i dati del 2009, gli americani non possono che aspettarsi numeri ancora più inquietanti.
Il sondaggio, iniziato nel 1995, non ha mai visto la popolazione americana così affamata. Il record di persone con difficoltà ad avere cibo sulla propria tavola non è mai andato oltre l' 11,9%, e l'incremento che si è verificato nel 2008 è davvero allarmante.
Se scendiamo nei dettagli numerici della questione alimentare, abbiamo circa 17 milioni di nuclei familiari che hanno difficoltà a mantenere lo stile di vita alimentare al quale erano abituati. Di certo non si tratta di una situazione analoga a quella dei Paesi sottosviluppati e colpiti dalla piaga della "vera fame", ma il dato rimane comunque preoccupante.
"La mia amministrazione si sta impegnando a diminuire il trend della fame crescente" ha detto Obama. "La prima cosa da fare è far crescere il lavoro, che aiuterà a risorgere dalla pressione economica che rende difficile per i genitori portare del cibo sulle tavole quotidianamente."
Il Recovery Act, il piano di sviluppo governativo incentrato sulla salute pubblica, istruzione e sicurezza, ha anche lo scopo di evitare parte della fame crescente che affligge la popolazione statunitense, soprattutto per i nuclei familiari con bambini. E' stata stanziata una cifra di 20 miliardi di dollari per la questione, oltre che centinaia di milioni di dollari per "banche del cibo" e per le mense scolastiche.
Le banche alimentari sono organizzazioni no-profit che distribuiscono cibo donato da agricoltori o proveniente dal surplus aziendale delle compagnie alimentari. Si tratta di prodotti non deperibili, come carne ed alimenti in scatola, da distribuire alla popolazione che sperimenta difficoltà ad avere un approvigionamento costante di cibo, o che si trova in totale povertà.
Uno dei punti chiave del programma di sostegno alimentare sarebbe il The Emergency Food Assistance Program (TEFAP), che ha ricevuto un'aggiunta di 150 milioni di dollari (circa il doppio dello stanziamento del 2009) dal piano di sviluppo globale dell' amministrazione Obama, per il quale sono stati stanziati un totale di 787 miliardi di dollari.
Il programma, che ormai è operativo da 28 anni, prevede di inviare nei diversi Stati americani degli stock di cibo acquistati dal governo federale, per poi consegnarli alle banche alimentari. Le banche provvederanno poi a distribuire le derrate alimentari alle famiglia in difficoltà.
Feeding America, associazione che comprende oltre 200 banche alimentari, ha stimato un incremento degli utilizzatori di queste banche pari al 30% nell' ultimo anno, calcolando che circa il 72% delle banche alimentari non è stato in grado di soddisfare le richieste prima dell' incentivo economico stanziato dal governo.
Sembrerà strano, ma anche in America si sperimenta la fame, molto più di quanto si potesse sospettare guardando dall' esterno quello che era il più ricco Paese occidentale.









Un americano su sei ha fame è classificato per:












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