Negli ultimi anni si sta scoprendo un numero sempre maggiore di pianeti extrasolari. Il conteggio ora ha superato le 400 unità: abbiamo pianeti Jupiter-like, pianeti interamente ghiaggiati o letteralmente bruciati dalla stella attorno alla quale orbitano, e pianeti Earth-like. E' proprio su quest'ultima categoria che si concentrano maggiormente gli sforzi degli astronomi di tutto il mondo, viste le maggiori probabilità di trovare forme di vita extraterrestri complesse.Quando immaginiamo il nostro pianeta, lo riteniamo spesso e volentieri come il più adatto ad ospitare forme di vita complesse e intelligenti. Che questa sia soltanto una forma di arroganza data dal fatto che ci sentiamo superiori a tutto il Creato potrebbe essere un'ipotesi, ma escludendo le considerazioni di natura socio-psico-religiosa, per ora abbiamo come metro di paragone solo la nostra Terra per studiare l'eventualità dello sviluppo di vita complessa nell'universo.
La situazione tuttavia essere diversa da quanto ci immaginiamo: forse, i pianeti più adatti allo sviluppo di forme di vita sono i Super-Earths, corpi planetari di massa superiore a quella terrestre da due a dieci volte.
Secondo Dimitar Sasselov, professore di astronomia della Harvard University, sarebbero proprio questi "cugini" del pianeta Terra ad avere più probabilità di ospitare forme di vita rispetto a pianeti identici al nostro.
Uno dei motivi è la tettonica a zolle. Si ritiene in linea di massima che la tettonica a zolle, nonostante provochi fenomeni distruttivi come eruzioni vulcaniche, terremoti e maremoti potenzialmente in grado di cancellare quasi tutte le specie viventi, sia una delle ragioni per la quale la vita sia fiorita sulla Terra. Grazie ai movimenti delle placche che compongono la crosa terrestre viene rilasciato il carbonio necessario a costituire i blocchi primari della vita, ed a mantenere il pianeta Terra non troppo freddo o caldo.
I pianeti Super-Earth potrebbero avere anch'essi una tettonica a zolle, di proporzioni (e con conseguenze) maggiori rispetto a quella terrestre. Sebbene questo possa rappresentare maggiori rischi per le eventuali forme di vita di un pianeta Super-Earth, potrebbe tuttavia anche creare le condizioni ideali per lo sviluppo di organismi complessi.
E l'acqua? E' un componente che riteniamo essenziale per la vita. In effetti lo è, ma non è affatto escluso che un pianeta Super-Earth possa essere interamente ricoperto di acqua. L'acqua del pianeta Terra, per Sasselov, è in quantità sufficiente per far funzionare la tettonica a placche, e potrebbe essere lo stesso anche su un pianeta Super-Earth.
Si potrebbe trovare inoltre una forma di acqua denominata "iceVII", un ghiaccio estremamente compresso e duro con un punto di fusione superiore a 100°C. Si potrebbe formare per l'elevata gravità di questi pianeti, e potrebbe ricoprirli interamente proteggendo le forme di vita che popolerebbero i loro oceani da una stella troppo potente, o da eventuali eventi catastrofici di natura stellare.
Sasselov ipotizza che nella sola Via Lattea potrebbero esserci circa 100 milioni di pianeti Super-earth abitabili, e conta di trovarne da 50 a 100 nei prossimi 5 anni.
Secondo Sasselov inoltre, la maggiore predisposizione all'abitabilità dei pianeti Super-Earth rispetto a pianeti di massa inferiore come il nostro potrebbe spiegare il "Paradosso di Fermi".
Secondo questo paradosso, che cerca di spieagare il perchè forme di vita extraterrestri non siano ancora state in grado di contattarci o di trovarci, siamo portati a cercare vita extraterrestre dove riscontriamo condizioni simili a quelle che hanno portato alla nascita della vita sul nostro pianeta. Se abbiamo come metro di paragone le sole forme di vita che popolano la Terra, ci metteremo alla ricerca di vita extraterrestre in pianeti simili al nostro, escludendo la possibilità che organismi complessi si possano sviluppare in condizioni del tutto differenti.
Allo stesso modo, una forma di vita nata ed evolutasi su un pianeta Super-Earth potrebbe essere alla ricerca di forme di vita su altri pianeti Super-Earth, escludendo quindi dalla loro ricerca un pianeta piccolo ed apparentemente inabitabile come la Terra.
Altra spiegazione al Paradosso di Fermi sarebbe anche l'insieme di proprietà che caratterizzerebbero questi pianeti Super-Earth: l'elevata gravità potrebbe essere un ostacolo per l'esplorazione dello spazio; la densa atmosfera, o una calotta protettiva ghiacciata, potrebbero rendere più complicata l'osservazione del cosmo e la possibilità di un eventuale contatto; senza considerare, infine, che non è affatto detto che una civiltà extraterrestre possa aver raggiunto un livello di sviluppo tale da essere in grado di lanciare messaggi nello spazio, o di esplorare l'universo superando distanze che per noi, per ora, sono proibitive.



La Terra è il miglior pianeta abitabile possibile? è classificato per: 


0 commenti:
Posta un commento