mercoledì, febbraio 03, 2010

Mangiare insetti come soluzione alla crisi alimentare?

I tabù alimentari sono diversi da Paese a Paese. Se in Europa ed in Occidente in generale il consumare insetti a scopo alimentare è considerata una cosa del tutto disgustosa, in altre zone del mondo, come in alcune regioni asiatiche ed africane, l'insetto è visto soltanto come un'altra fonte di cibo.
In effetti, non c'è nulla di pericoloso nel consumare la maggior parte degli insetti. Anzi, molti di loro sono un'ottima fonte di proteine, gustosi, alcuni con sapori che ricordano quelli di cibo ben più "normali" per noi tutti.

L'entomofagia, spesso riferita alla tradizione di cibarsi di insetti presso alcune culture, esiste ormai da millenni, e senza alcun problema di salute derivante da questa pratica.
Gli insetti hanno fatto parte della nostra dieta per moltissimo tempo, tant'è che nelle pitture rupestri di Altamira, in Spagna, possiamo ritrovare una serie di raffigurazioni di nidi di api selvatiche che suggeriscono che tra i 30.000 ed i 9.000 anni fa l'essere umano si sia cibato delle larve e delle pupe di ape, oltre che del miele selvatico.

Consumare insetti inoltre potrebbe contribuire a risolvere parte dei problemi legati all'approvigionamento di cibo. Ed è per questo motivo che l'entomologo Manuel Zumbado ha iniziato la sua ricerca volta a creare una fonte di cibo alternativa, insetti appunto.
Gli insetti infatti, oltre a costituire un' ottima fonte alimentare, si riproducono a ritmi molto più veloci degli animali da carne, risultando potenzialmente una risorsa 20 volte più abbondante rispetto agli animali d'allevamento tradizionali.

Zumbado conduce la sua ricerca in Costa Rica, considerato l'ambiente ideale per uno studio sugli insetti. Il Costa Rica è infatti un Paese famoso per la quantità enorme di differenti specie di insetti, alcune della quali ancora non note alla scienza. Si va dalle formiche tagliafoglie ai coleotteri-rinoceronte, da farfalle splendidamente colorate ad altri insetti che sono stati scoperti soltanto di recente, e che non somigliano a nulla di conosciuto.

La ricerca di Zumbado conta sull'appoggio del National Biodiversity Institute di Santo Domingo e del suo programma di diversificazione alimentare. Non ci si concentra solo sugli insetti, ma anche su diversi tipi di funghi, utilizzati come parte integrante della dieta di alcune popolazioni che vivono in Bhutan ed in Benin, due Paesi che oltre ad esperti micologi contano anche una cultura alimentare basata in buona parte sul consumo di insetti.

"Il Benin conosce bene la questione del consumo di insetti, ed il Bhutan invece è esperto in funghi, mentre il Costa Rica porta la sua esperienza nel gestire la biodiversità" sostiene Marianella Feoli, coordinatrice del programma.

In Benin è normale il consumo di termiti, cavallette o grilli, così come mangiare farfalle o larve di falena. "In altri Paesi diversi dal Benin" dice Zumbado "servono insetti al ristorante. All' inizio, le persone credono che siamo un pò pazzi, ma ritengo che sia un'alternativa valida, non solo come cibo per la sopravvivenza, ma anche come concetto culturale".

Un esempio? La cavalletta Esperanza, un grosso insetto che vive nelle foreste del Costa Rica, e che Zumbado sostiene sia "più saporita dei gamberetti" quando stagionata con aglio. E parla per esperienza, visto che la sua ricerca comporta l'assaggiare di persone gli insetti che ritiene adatti a scopo alimentare. "Vale la pena di assaggiarli. Si possono friggere, o grigliare con della cipolla" afferma Zumbado.

Tuttavia non sono solo le cavallette a poter essere utilizzate come fonte alimentare. In tutto il mondo si contano circa 1200 diverse specie di insetti utilizzate come portata principale o come condimento. Ragni, cavallette, formiche, termiti, larve, scorpioni e molti altri insetti sono una parte importante nella dieta di alcune popolazioni; per altre invece un ottimo condimento, saporito e nutriente.

Gli insetti infatti sono un'ottima fonte proteica e vitaminica. Per esempio, un etto di larve di baco da seta provvedono a fornire il 100% del fabbisogno giornaliero di rame, zinco, ferro, riboflavina (vitamina B2) e tiamina (vitamina B1), oltre che proteine.
Inoltre, gli insetti hanno una "efficienza alimentare" più elevata, a parità di peso, di ogni altro tipo di carne: se circa il 10% di carne tradizionale viene efficacemente digerita e metabolizzata, il baco da seta fa salire la percentuale ad oltre il 20%, mentre si arriva addirittura al 44% per i coleotteri.

Una delle idee di Zumbado per vincere la riluttanza delle persone verso il consumo di insetti è quello di proporne l'inserimento nei menù dei migliori ristoranti locali, in modo tale da abituare la popolazione all'idea e di rendere più normale questa promettente fonte di cibo.

Pubblicato il: mercoledì, febbraio 03, 2010

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1 commenti:

Anonimo ha detto...

Già cominciare a passare ad una dieta vegetariana sarebbe un bel passo avanti: più efficenza a livello di kg/ettaro, nessun utilizzo di animali (che sono fabbriche di proteine al contrario.

Alcuni dati si possono trovare qui:
http://www.saicosamangi.info/ambiente/fabbriche-proteine-rovescia.html

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