sabato, febbraio 27, 2010

New Shepard, il futuro dell'astronautica


Il progetto Blue Origin sembra essere la promessa per il turismo spaziale a basso costo: decollo ed atterraggio verticale, tre minuti di assenza di peso ad un'altezza di oltre 100 km dalla superficie terrestre, ed una sponsorizzazione NASA che apre molte porte.

Il mezzo in questione si chiama New Shepard, e parte dei soldi stanziati per la sua relizzazione vengono anche da Jeff Bezos, fondatore di Amazon.com.
"Se siamo famosi per qualcosa...è per essere silenziosi" afferma Gary Lai, il manager responsabile per lo sviluppo della cabina dell'equipaggio. Fino ad ora infatti, pochissimo si sapeva sul progetto Blue Origin. Lai afferma che il progetto fa parte di una corrente di pensiero che vuole rendere pubblico il tutto non prima del termine dei lavori:"la prima volta che il pubblico vedrà questo velivolo sarà quando si troverà in aria".

Blue Origin è stata rivelato questo mese a seguito di un finanziamento ricevuto dalla NASA che ammonta a 3,7 milioni di dollari, finanziamento che ha lo scopo di sviluppare un sistema di fuga per gli astronauti e costruire un prototipo di capsula spaziale per i test strutturali a terra (la NASA, prima di infilarci i "suoi", vuole sapere di cosa si tratta).

L'intento della NASA, già confermato, è quello di utilizzare voli commerciali per lo spazio per portare in orbita i propri astronauti. Nel frattempo, utilizzerà la navetta russa Soyuz per raggiungere la Stazione Internazionale; ma visto che i russi hanno già dichiarato che alla fine dell'accordo con gli USA aumenteranno i prezzi per i voli, la NASA vuole assolutamente un'alternativa futura sulla quale contare.

Il New Shepard, o meglio il suo prototipo Goddard, ha già eseguito alcuni lanci nei tre anni passati di sviluppo, come quello del 2006 riportato in questo video:



Il New Shepard consisterà in una capsula pressurizzata montata su un modulo propulsivo in grado di trasportare astronauti ed attrezzature scientifiche ad una quota di 120 km.
Dopo due minuti e mezzo di accelerazione, il velivolo seguirà una traiettoria quasi verticale, per poi rientrare nella stessa maniera attraverso i razzi propulsivi, utilizzati per frenarne il rientro nell'atmosfera e l'atterraggio al suolo.
E, in caso di anomalie, la capsula dell'equipaggio si può separare dal modulo propulsivo, rientrando individualmente attraverso un paracadute e rimanendo utilizzabile in futuro.

Il progetto Blue Origin non solo punta al turismo spaziale, ma anche al "mercato" della ricerca e dell'educazione. "Sappiamo che, al contrario del turismo spaziale, il mercato della ricerca e dell'educazione è qualcosa che deve essere costruito" afferma Lai "Ma se c'è un velivolo sicuro ed affidabile per il volo nello spazio...le persone arriveranno da sole".

New Shepard ed i suoi creatori puntano a diventare un punto di riferimento per la ricerca in campo astronomico, atmosferico e scientifico in generale. Secondo l'analisi del mercato effettuata negli ultimi 18 mesi, "ci sono alcune cose per cui il veicolo è perfetto. Altre invece per le quali non è stato studiato".

Veil Lifts Slightly on Secretive Blue Origin Rocket Project

Pubblicato il: sabato, febbraio 27, 2010

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