martedì, febbraio 23, 2010

Universi paralleli: il mondo della fisica indaga

Per ora, è impossibile rispondere ad una domanda come "esiste vita nell'universo?". Sebbene io sia convinto che la risposta è "si, esiste", non abbiamo prove che questa sia la realtà dei fatti.
Se poi ci interrogassimo sulla possibilità che esistano altri universi simili o completamente differenti dal nostro, popolati da esseri che nemmeno possiamo immaginare, la questione diventa esponenzialmente più complicata, da immaginare e da provare.

Tuttavia il mondo della fisica, per quanto sia nelle stesse condizioni di assenza di prove come il resto del mondo, si sta interrogando sulla possibilità che esista della vita non solo nel nostro universo, ma anche in una moltitudine di altri universi simili o diversi dal nostro, con leggi della fisica differenti, a volte talmente diverse da ribaltare completamente il concetto stesso di essere vivente che abbiamo ora.

I laboratori dell' MIT sono pieni di cervelloni che studiano possibili scenari. Uno di questi scenari è quello ipotizzato da Robert Jaffe, Alejandro Jenkins e Itamar Kimchi, che mostrano come possano esistere universi molto differenti dal nostro, con elementi di base simili al carbonio, all'idrogeno ed all'ossigeno, attraverso i quali si possano evolvere forme di vita complesse, per quanto "costruite" su una chimica differente dalla nostra.

Le moderne teorie cosmogoniche dicono che il nostro universo potrebbe essere uno tra i tanti racchiusi in quello che viene definito "multiverso". Di continuo nascono e muoiono sempre nuovi universi, in un ciclo del tutto simile a quello della vita : si uniscono, si scontrano, si fondono, nascono e muoiono nel corso di miliardi di anni o in pochi istanti, a volte sono addirittura invisibili se osservati da altri universi che li compenetrano.

In questo enorme "cataclisma multi-universale", se le condizioni rimangono stabili per un periodo sufficiente è possibile che si possa sviluppare una complessità tale da permettere la nascita della vita. Non si tratterebbe quindi di universi composti per lo più da molecole vaganti ed atomi allo stato brado, ma di una vera e propria chimica organica basata su costanti fisiche differenti dalle nostre.

Fino ad ora si è sempre creduto (e lo credevo anche io) che se fosse cambiata una sola costante nel nostro universo, tutto sarebbe crollato. Lo studio del MIT invece suggerisce che occorrerebbe analizzare più approfonditamente questo scenario, dato che diverse costanti fisiche non significano necessariamente l'impossibilità dell'esistenza.

Jaffe ed i suoi collaboratori hanno quindi iniziato a formulare diversi scenari in cui ogni universo ha forze elettromagnetiche simili alle nostre, concentrandosi sulla possibilità della nascita di forme di vita basate sul carbonio. Hanno definito come "congeniali alla vita" quegli universi in cui possono esistere forme stabili di idrogeno, ossigeno e carbonio, basi attorno le quali si può sviluppare una chimica organica fondamentale.

Hanno quindi approntato una serie di simulazioni per vedere cosa sarebbe successo se avessero alterato le masse dei quark, le particelle elementari che compongono protoni, elettroni e neutroni, modificando soltanto la massa dei quark chiamati "up", "down" e "strange", i più comuni e leggeri dei sei quark conosciuti.

Ed hanno scoperto che c'è più di un "universo congeniale alla vita". Universi in cui potrebbero nascere forme di vita basate non sul carbonio tradizionale, ma su alcuni dei suoi isotopi.
O addirittura universi in cui una delle quattro forze fondamentali del nostro universo, la forza nucleare debole, manca completamente e viene compensata dalle altre tre.

Sembra che non si possa escludere a priori che sia possibile la presenza degli esseri extra-dimensionali ipotizzati dalla letteratura fantascientifica, se intendiamo come "dimensione" un universo alternativo al nostro.
Da qualche parte, là fuori, potrebbero esistere delle forme di vita basate sul carbonio-14 che si pongono le stesse nostre domande, o che forse si sono già dati delle risposte.

Pubblicato il: martedì, febbraio 23, 2010

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