Il De Masticatione Mortuorum è un libro curioso. Tradotto letteralmente significa "Sulla masticazione dei morti", e per quanto possa sembrare dal titolo, non tratta di pratiche di necrofagia. Parla infatti di vampiri.Scritto da Philip Rohr e presentato all' Università di Lipsia nel 1679, il libro tratta di cadaveri che si risvegliano nella tomba, ed escono dai loro sepolcri per cibarsi dei corpi dei viventi. Il manoscritto è attualmente custodito nella Libreria dell' Università di Lipsia.
Le creature descritte nel De Masticatione Mortuorum sono un misto tra zombie e vampiri. Non solo consumano il sangue delle proprie vittime, ma anche il corpo.
Sembra che questo libro abbia notevolmente contribuito alla creazione del mito moderno del vampiro. Rohr infatti sostiene che i segnali inequivocabili dell'attività sanguinaria di questi mostri erano:
- ventre gonfio
- cadavere intatto
- sudario masticato e consunto in corrispondenza della bocca
- capelli, unghie e denti sembrano apparentemente essere cresciuti
Anche se oggi sappiamo che questa serie di "indizi" non sono altro che reazioni chimiche normali in un cadavere in decomposizione, la scienza forense del 1600 era pressochè inesistente, lasciando spazio a superstizioni e congetture sul perchè alcuni cadaveri presentassero condizioni di decomposizione differenti da altri, o sul perchè unghie e capelli apparentemente sembravano crescere. Vampiri, zombie ed altre creature soprannaturali erano all'ordine del giorno, e facevano parte del folklore o della pseudo-scienza del tempo.
Ecco la trascrizione della prima pagina del De Masticatione Mortuorum. Mi scuso anticipatamente per eventuali errori di traduzione.Altri, che non considerano [porre della terra sotto il mento del morto] una misura di sicurezza sufficiente, prima che la bocca del morto venga chiusa piazzano una pietra ed una moneta all'interno, in modo tale che se questi dovessero iniziare a masticare all'interno della tomba, troveranno la pietra e la moneta e saranno dissuasi dal continuare.
Questo fatto è stato testimoniato in molte località in Sassonia da Gabriel Rollenhangen: Book IV Mirab. Peregrinat capitolo 20, n. 5 in Kornmann. Tra i primo a portare alla luce questa usanza fu Excell. Garm. (de Mirac. Mort. manoscritto pagina 28).
Questa [procedura] segue usanze etniche, dato che i Greci usavano inserire una moneta nella bocca dei defunti, in modo che potessero pagare Caronte per attraversare le paludi Stigie.
A questo punto potreste dire che questi sono solo rimedi per le gente comune, pensano di prevenire il male prima che esso piombi su di loro.
Se è realmente il morto che mastica, alcuni sarebbero tentati di inserire un chiodo nei loro corpi, ma sarebbe un tentativo inutile.
La gente vuole che il cadavere masticante sia punito colpendolo alla testa, o trafitto nel mezzo del corpo con un piolo che lo attraversi fino al terreno. Questo è stato il destino di alcuni cadaveri nel 1345 e 1603.
Rimedi di questo tipo sono di certo gli ultimi ad essere accettati da persone intelligenti, dato che sono moralmente, fisicamente e politicamente malvagi. Moralmente perchè si commette un peccato contro Dio, che proibisce di agire pregiudizialmente contro i morti. E percuotere un morto una volta esumato non è lecito, per evitare che i fluidi pestilenziali si diffondano; ed è un peccato contro il prossimo, la cui reputazione inizia a cadere qando, una volta esumato, viene decapitato e trafitto con un piolo. [...]
Versione originale del testo (in inglese)
Il cadavere del vampiro, il nachzehrer, trovando insufficienti scorte alimentari, iniziava col masticare il proprio sudario, o a consumare le sue stesse carni. Divenuto ormai un corpo in possesso di un demone (Azazel, secondo Rohr), il vampiro era ormai una creatura del male.
Il nachzehrer, contrariamente alla figura classica del vampiro, rimaneva principalmente nella sua tomba durante la fase di "larva", l'inizio della possessione demoniaca.
Una volta divenuto più forte, sarebbe stato in grado di uscire dalla sua sepoltura, caso in cui avrebbe iniziato a cibarsi dei corpi dei viventi che per malaugurato caso incappavano nella creatura.
Rohr giudica come deprecabile qualunque intervento brutale atto a fermare il vampiro dai suoi atti sanguinari: agire fisicamente contro un cadavere è un peccato contro Dio, e l'esumazione di un cadavere potrebbe suscitare l'ira della popolazione, che potrebbe agire spinta da irrazionalità e vendetta sul corpo del defunto.
Non ritiene tuttavia che si tratti solo di leggenda: per Rohr, il fenomeno del vampirismo è reale, e va trattato alla stregua di una possessione demoniaca.
Il De Masticatione Mortuorum verrà esaminato nello show di History channel "Vampire Forensic", in onda Martedì 23 febbraio 2010. analizzeranno la scoperta del celebre Vampiro di Venezia
Qui sotto, il trailer:



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