domenica, marzo 21, 2010

Creature delle profondità terrestri

Siamo abituati a definire come vivente ogni organismo che si trova sulla superficie terrestre, o nelle acque di oceani, fiumi e laghi. Forse però la nostra visione di biosfera è un po' troppo limitata: secondo recenti stime, la biosfera si estende per centinaia, forse migliaia di metri sotto la superficie terrestre o il fondale marino. Nella dura roccia o nell'argilla sotto i nostri piedi, vagano specie che molti di noi nemmeno sanno che esistono.

"La zona abitabile della Terra si estende a profondità di centinaia o migliaia di metri" sostiene Katrina Edwards, microbiologa della University of South California alla conferenza dell' American Geophysical Union svoltasi a San Francisco nel dicembre 2009.
"Gli organismi che vivono in questo ambiente sono equivalenti in massa a tutti quelli che vivono sulla superficie del pianeta, e possono essere la chiave per risolvere problemi ambientali, agricoli e industriali".

La ricerca e lo studio di questi organismi "di profondità" può risultare preziosa non solo per capire le dinamiche del nostro pianeta, ma anche per la ricerca di vita extraterrestre. Cosa si nasconde sotto lo strato di ghiaccio di Europa? Cosa vaga indisturbato a decine di metri di profondità sul suolo marziano? Scoprire come vivono gli organismi che risiedono sotto i nostri piedi può dare un input significativo per la scoperta di forme di vita aliene su altri pianeti.

Per esempio, ci sono "sacche" di microorganismi che sopravvivono da milioni di anni sotto i ghiacci dell' Antartide. O batteri che, nelle profondità oceaniche o sotto centinaia di metri di terra, sono in grado di generare metano.
Un esempio su tutti possono esseri i batteri Archaea, procarioti privi di nucleo in grado di resistere a condizioni estreme, come luoghi in cui la temperatura sale oltre i 100°c o scende sotto i -10°C, o in ambienti estremamente alcalini o acidi.

Nel luglio 2010, la Integrated Ocean Drilling Program invierà la sua nave JOIDES Resolution nella fossa di Juan de Fuca, al largo della costa canadese, perforando alcune zone del Pacifico che sembrano essere particolarmente interessanti per la vita "di profondità".
Verranno pompati alcuni coloranti all'interno delle zone prescelte per la trivellazione, in modo tale da poter seguire il flusso di acqua e microbi che si muovono sotto il fondale.

"Le condizioni che vediamo sotto il fondale marino sono simili alle condizioni che potrebbero esserci state nei primi milioni di anni di nascita della Terra." afferma Andrew Fisher, geofisico della University of California. "E' probabile che se Marte può ospitare la vita, potremmo trovarla in una nicchia biologica di profondità in cui ci sia abbastanza acqua liquida".

Ormai siamo tutti a conoscenza del fatto che, anche sulla Terra, esistono delle forme di vita in grado di resistere dove la maggior parte di animali o piante troverebbero una facile morte. Gli estremofili sono incredibilmente adattabili, sopravvivono dove, fino a qualche anno fa, nemmeno si credeva che potesse essere mai esistita alcuna forma di vita.
Batteri che si nutrono di metano, altri che invece metabolizzano ferro o zolfo, resistendo a temperature di centinaia di gradi; oppure forme di vita relativamente complesse come i tardigradi, che hanno dimostrato di poter resistere alle condizioni proibitive dello spazio.

Sembra che non ci sia un limite ben preciso a come la vita si possa evolvere, e quali nicchie possa occupare. Ovunque si provi a cercarla la si trova, anche se in principio non si scommetterebbe nemmeno un centesimo sulla speranza di trovare qualcosa che vive e si riproduce.
Questo non solo fa pensare a quanto sia complesso il macro-ecosistema terrestre, e fino a che punto possano essere "duri a morire" alcuni esseri viventi di nicchia; ma aumenta le possibilità che, un giorno o l'altro, ci si possa accorgere che su pianeti considerati morti o inadatti alla vita possano esistere esseri extraterrestri.

Pubblicato il: domenica, marzo 21, 2010

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