domenica, marzo 07, 2010

Il business dei mammut

mammutSembra incredibile, ma in pieno XXI° secolo c'è chi fa business vendendo mammut. Ossa e zanne ovviamente.
Con il cambiamento in corso della tundra siberiana, si sta assistendo al disgelo di aree che fino a poco tempo fa erano coperte dai ghiacci. E, da sotto il permafrost, affiorano di continuo scheletri di mammut, così tanti da aver dato inizio ad un commercio di ossa e zanne.

Durante i mesi estivi, non sono pochi gli scienziati che viaggiano in lungo e in largo nella tundra siberiana alla caccia dei resti dei mammut che migliaia di anni fa popolavano la regione.

"Devi avere fortuna per trovare delle ossa" afferma Fyodor Romanenko, geologo della Moscow State University. "Non mi metto a cercare le ossa. Le trovo. Loro trovano me. Ogni scoperta ti dona un'immensa gioia, è un dono della natura, dell' Artico, del fato". Alla faccia di chi, dall'altra parte del mondo, fa di tutto per avere l'opportunità di studiare un singolo femore di mammut.

"Di solito quando trovavamo delle ossa le donavamo ai musei. Ora invece le registriamo, le datiamo al carbonio, poi le diamo ai musei come regalo oppure...ne facciamo degli ottimi souvenir. I mammut sono considerati un tesoro nazionale russo". Ottimo modo di conservare un tesoro nazionale, aggiungo io. Mi piacerebbe vedere la faccia di un paleontologo se gli chiedessi di fare delle collanine da un teschio di tirannosauro. Forse sarò troppo "bacchettone" in quanto a conservazionismo, ma trovo assurdo vendere delle ossa di mammut per farci dei braccialetti.

Il riscaldamento globale non sembra essere un problema in Russia. Sebbene ci sia una parte del mondo scientifico che afferma che il rischio sia reale, altri scienziati invece si schierano dalla parte opposta. E confessano che, anche se il fenomeno fosse reale, perchè condannarlo, se ci restituisce mammut da vendere al posto delle zanne di elefante ormai bandite dai mercati internazionali?

Romanenko ormai è un cacciatore di mammut a tutti gli effetti. Afferma anche che ci sono casi in cui gli allevatori di renne siberiani, che convivono con i resti di mammut da generazioni, ne hanno anche assaggiato la carne, tagliandola direttamente dai resti dei pachidermi per cucinarla, o darla in pasto ai cani.

Ormai ci sono interi villaggi che si basano sulla vendita di resti di mammut per la loro sopravvivenza. E' stato coniato anche un nuovo vocabolo "mamontit", l'equivalente di "mammuttare", o "andare a caccia di mammut".

Gennady Tatarinov, allevatore di renne di Anyuisk, un villaggio a circa 6000 km da Mosca, sostiene che ormai molti ex allevatori hanno cambiato business, dedicandosi alla caccia di mammut, estremamente più redditizia che allevare renne. "Una volta le persone trovavano delle ossa e le buttavano nella spazzatura, perchè non erano interessanti. Ora c'è una grande richiesta ed anche una grande competizione, e alcuni ne hanno fatto la loro attività principale".

mammutLe ossa meglio conservate pare vadano a finire nelle collezioni private e nei musei del resto del mondo; quale sia però la garanzia che questo effettivamente avvenga non è dato saperlo. I resti invece meno pregiati sono inviati ad industrie cinesi che li trasformeranno in oggetti d'arredamento o in monili. Il mercato cinese infatti sembra essere uno dei più imponenti: fin dal I° secolo d.C. i cinesi importavano ossa dalla Siberia commerciando con le popolazioni tribali locali, per poi trattare avorio e pelli quando i primi russi misero piede in Siberia nel XVI° secolo.

I prezzi sembrano essere calati negli ultimi mesi. La crisi globale sembra influire anche sul mammut. Poveretto, credeva che estinguersi lo avrebbe reso immune alle fluttuazioni di mercato.
Il prezzo di un chilogrammo di ossa di buona qualità è sceso da 700 dollari a poco più di 200.
E se consideriamo che ogni anno circa 50 tonnellate di ossa di mammut vengono esportate dalla Russia, con un trend crescente, abbiamo un business di materia prima che supera i 10 milioni di dollari in mano a pochi paleontologi russi.

Fyodor Shidlovsky è una di quelle persone che sta più lucrando sui mammut. E' dal 1979 che ogni anno durante i mesi estivi si reca in Siberia alla ricerca di ossa di mammut da inviare a Mosca, dove gestisce un museo sull' Era Glaciale ed una serie di attività di commercio ed intaglio dell'avorio, alcune delle quali hanno sbocchi commerciali nel museo stesso: statue di mammut (quasi comico, statuette di mammut realizzate in mammut), scacchiere, souvenir.

"Una volta o due all'anno compro materiale dalla popolazione locale, e mi fermo a spiegare come dovrebbero conservarlo e cosa dovrebbero cercare" afferma Shidlovsky "Do alcune lezioni nelle scuole, e danno i loro risultati".

Non so voi, ma a me questo commercio di mammut proprio non piace. Sono dell' opinione che i resti di antichi animali, non importa quanti ce ne siano nei nostri musei, debbano essere trattati con riguardo, essendo dei reperti di fondamentale importanza per lo studio di specie ormai estinte, e di altrettanta importanza per far luce su alcuni aspetti della storia umana.

Vedere un mammut trasformato in braccialetti era forse concepibile quando il mammut lo si cacciava per mangiare, per avere pelliccia per coprirsi e per costruire punte di freccia con le sue ossa; ma se abbiamo proibito il mercato dell'avorio, perchè con i mammut dovrebbe essere diverso? Solo perchè sono defunti da qualche migliaio di anni? Forse è proprio per questo motivo che andrebbe posto un freno alla speculazione economica sulle ossa di mammut, animali che pare abbiano giocato un ruolo importante nella storia dell'umanità.

Woolly mammoths resurfacing in Siberia

Pubblicato il: domenica, marzo 07, 2010

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2 commenti:

Bruno ha detto...

Mercati del genere esistono anche in america per i fossili di dinosauro e non solo. Vidi in un documentario distese di ossa enormi e la vendita di una testa di triceratopo, e gli acquirenti erano sia collezionisti privati, sia musei e paleontologi.

ZonWu ha detto...

finchè sono collezionisti privati, musei o paleontologi ci arrivo anche, per quanto possa essere contrario alla vendita di oggetti di rilevanza storica.
Ma quando si vende ai cinesi per fare collanine non ci sto :D

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