Il terremoto in Cile ha sconvolto il mondo per potenza e devastazione. Se è vero che ha modificato di 8 centimetri l'asse di rotazione terrestre, ed accorciato il giorno terrestre di poco più di un impercettibile microsecondo, possiamo solo sperare che non ne seguano altri a breve di pari intensità.
Il 28 febbraio Colin Legg ha avuto l'idea di scattare una fotografia della volta celeste dalle Ande ad est di Santiago.
Come alcuni di voi sapranno, la fotografia astronomica è una pratica che prevede l'utilizzo di elevate esposizioni. Questo significa che l'otturatore della macchina fotografica deve rimanere aperto per minuti, a volte anche ore, in modo tale da poter catturare la debole luminosità delle stelle in uno dei cieli più scuri del mondo come quello che è possibile sperimentare sulle Ande.
Dato che la Terra è in costante rotazione, se si piazzasse staticamente una macchina fotografica per anche solo 1 minuto verso il cielo si vedrebbero quelle che vengono definite "star trails", tracce luminose che altro non sono che il percorso delle stelle sulla volta celeste.
Per evitare l'effetto-traccia, ogni osservatorio astronomico è munito di motori che fanno ruotare il telescopio seguendo il moto apparente delle stelle, in maniera tale da ottenere immagini puntiformi degli astri senza le fastidiose "star trails".
Legg ha scattato una fotografia del cielo utilizzando un'esposizione di 88 secondi, molto breve secondo i parametri della fotografia astronomica, senza servirsi di una strumentazione motorizzata, ottenendo quindi le tracce stellari.
Quello che però non si aspettava è che, nonostante la macchina fotografica fosse stata posta sul terreno, le star trails sembrano tremare, invece di formare delle linee ben definite.
Perchè? La spiegazione viene dal fatto che dopo la scossa di magnitudine 8.8 in Cile, la terra ha continuato a tremare, registrando oltre 200 scosse di assestamento oltre la quarta magnitudine.
Queste scosse hanno fatto tremaretutta la strumentazione fotografica, registrando i movimento della terra nelle tracce lasciate dalle stelle.
Dato che il Cile è sede di diversi osservatori astronomici internazionali, viene facile immaginare quante fotografie astronomiche potrebbero non riportare stelle puntiformi per i continui movimenti del terreno, movimenti che potrebbero protrarsi anche per mesi.
Il 28 febbraio Colin Legg ha avuto l'idea di scattare una fotografia della volta celeste dalle Ande ad est di Santiago.
Come alcuni di voi sapranno, la fotografia astronomica è una pratica che prevede l'utilizzo di elevate esposizioni. Questo significa che l'otturatore della macchina fotografica deve rimanere aperto per minuti, a volte anche ore, in modo tale da poter catturare la debole luminosità delle stelle in uno dei cieli più scuri del mondo come quello che è possibile sperimentare sulle Ande.
Dato che la Terra è in costante rotazione, se si piazzasse staticamente una macchina fotografica per anche solo 1 minuto verso il cielo si vedrebbero quelle che vengono definite "star trails", tracce luminose che altro non sono che il percorso delle stelle sulla volta celeste.
Per evitare l'effetto-traccia, ogni osservatorio astronomico è munito di motori che fanno ruotare il telescopio seguendo il moto apparente delle stelle, in maniera tale da ottenere immagini puntiformi degli astri senza le fastidiose "star trails".
Legg ha scattato una fotografia del cielo utilizzando un'esposizione di 88 secondi, molto breve secondo i parametri della fotografia astronomica, senza servirsi di una strumentazione motorizzata, ottenendo quindi le tracce stellari.
Quello che però non si aspettava è che, nonostante la macchina fotografica fosse stata posta sul terreno, le star trails sembrano tremare, invece di formare delle linee ben definite.
Perchè? La spiegazione viene dal fatto che dopo la scossa di magnitudine 8.8 in Cile, la terra ha continuato a tremare, registrando oltre 200 scosse di assestamento oltre la quarta magnitudine.
Queste scosse hanno fatto tremaretutta la strumentazione fotografica, registrando i movimento della terra nelle tracce lasciate dalle stelle.
Dato che il Cile è sede di diversi osservatori astronomici internazionali, viene facile immaginare quante fotografie astronomiche potrebbero non riportare stelle puntiformi per i continui movimenti del terreno, movimenti che potrebbero protrarsi anche per mesi.




Il terremoto cileno visto nelle stelle è classificato per: 


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