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mercoledì, marzo 17, 2010

Immortalità alle porte

immortalitàVi solletica l'idea dell' immortalità? Personalmente, no. Ammetto di essere tentato dalla proposta di vivere in eterno, ma ho la terrificante sensazione che mi annoierei a morte.
Sono però il primo a riconoscere che vivere oltre i limiti imposti dall'attuale biologia umana è stuzzicante, se non altro per la curiosità di vedere cosa ne sarà dell' umanità nei prossimi 200-300 anni.

Se l'idea vi piace, sappiate che oggi come oggi l'immortalità non è più un traguardo irrangiungibile. Se 20 anni fa parlare di immortalità era qualcosa che rimaneva legato soltanto al mondo della fantascienza, in questi ultimi anni sempre più scienziati, alcuni dei quali hanno alle spalle curricula accademici di tutto rispetto (se non Nobel...), si trovano d'accordo nel dire che nei prossimi 40 anni il genera umano potrà avere un'aspettativa di vita incredibilmente superiore a quella attuale, oltre i 600 anni, forse anche 1000.

Aubrey de Grey, genetista della Cambridge University, ha dichiarato "La prima persona a vivere 1000 anni è di certo viva oggi...che lo realizzino o no, escludendo incidenti imprevisti e suicidi, molte persone che ora hanno 40 anni o sono più giovani potranno vivere per secoli".
Forse è troppo ottimista nella sua visione del futuro, ma i continui progressi sulla "fontana dell'eterna giovinezza" si fanno via via sempre più consistenti.

Michael Rose, professore di biologia della University of California, è uno degli scienziati che dedica la sua ricerca all'immortalità. "Sto lavorando all'immortalità" afferma Rose molto candidamente. La sua ricerca ha di recente portato ad aumentare l'aspettativa di vita dei moscerini. Sembra poco, ma se consideriamo che i moscerini sono una delle cavie preferite prima di passare alla sperimentazione umana, forse la scoperta assume una posizione più rilevante.

La ricerca dell' immortalità non è più utopia. Tant'è che il governo americano sembra crederci fermamente, stanziando ogni anno 2,4 miliardi di dollari per la ricerca sulla "biologia dell'invecchiamento", con lo scopo di aumentare la speranza di vita per diversi organismi, mammiferi compresi, oltre i limiti biologici naturali.
"Ci vorrà tempo, ma nel prossimo futuro, tra due o quattro decadi, l'afflizione dell'invecchiamento verrà curata" sostiene Robert Freitas, dello Institute for Molecular Manufacturing.

Personalmente ho i miei dubbi sul fatto che l'invecchiamento sia da considerarsi una malattia da curare. Ogni essere vivente ha il suo ciclo naturale, che è destinato ad esaurirsi per non compromettere l'equilibrio della biosfera in cui vive. La mia non è una posizione motivata da una visione religiosa o mistica della natura: pongo semplicemente un problema di natura pratica.

Immaginiamo questo scenario: conigli immortali. Perchè conigli? Perchè sono una specie infestante in Australia.
Se l'aspettativa di vita di un coniglio non fosse di qualche anno ma superiore al secolo, quella che ora è considerata un'invasione potrebbe diventare una piaga di dimensioni bibliche. E se consideriamo che il coniglio ha un impatto relativamente minimo sull'ecosistema rispetto a quello dell'essere umano, possiamo avere un quadro di massima delle possibili implicazioni dell'immortalità sul mondo che ci circonda.

Non è però solo una questione quantitativa. Occorrerebbe porsi anche questa domanda: l'essere umano è pronto per vivere in eterno? L'immortalità non ha solo implicazioni sull'ecosistema, ma anche sulla psicologia umana. Il rischio che si corre è quello di antropocentrizzare ancora di più la visione del ruolo dell'essere umano sulla natura, elevarsi al rango di semidei.

Ma gli entusiasti sull'immortalità non la vedono in questo modo. Che abbiano ragione o torto, per loro la società muterà in meglio, anzi, l'immortalità ci consentirà di raggiungere traguardi che ora nemmeno immaginiamo. Pensiamo al valore di un Einstein in grado di lavorare alle sue teorie per diversi secoli, o all'espansione nello spazio, che si renderà indispensabile per far fronte all'incremento di risorse necessario per mantenere in vita un'umanità immortale.

Possiamo tentare di immaginare il mondo popolato da uomini immortali:
  • La noia rimpiazzerà ogni altra causa di morte.
  • I dentisti faranno affari d'oro, visto che mediamente vi vedranno nel loro studio qualche migliaio di volte.
  • Dovremo inventare nuove candeline per torte di compleanno.
  • Il prezzo di un'automobile potrà essere dilazionato per uno o più secoli.
  • Potrete vedere direttamente i frutti degli interessi di 10 euro depositati ora in un conto corrente bancario.
  • La durata di un reality sarà superiore, per la gioia ed il disgusto del genere umano.
  • La frase "vivi l'attimo" avrà ben poco senso.
  • Non oso immaginare quale sarà l'età di pensionamento.

A questo punto mi chiedo cosa possa pensare Matusalemme sulla questione.
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5 commenti:

Anonimo ha detto...

mah.. per me il concetto di immortalita puo starci in un soggetto che è determinato e con uno scopo, in effetti un pendolare highlander dopo qualche decennio impazzirebbe comunque...
ma non vedo dovè la costrinzione ad essere immortali... voglio dire che immortali non vuol dire indistruttibili, quindi si potrebbe pensare ad una nuova cerimonia che si creerebbe;una specie di funerale volontario una volta raggiunto i propri obbiettivi..e se uno vole provare a vivere in eterno... impazzisca pure..

Anonimo ha detto...

da notare che l'immortalità è stata già molto stigmatizzata nella letteratura... gli Struldbrugs di Swift (immortali completamente rimbambiti), ad esempio.
e poi non dice una cosa... questi trattamenti sarebbero costosi o alla portata di tutti? già ci sono disparità semplicemente nella qualità di vita...
l'unico modo di utilizzare l'immortalità in questa società lo vedrei nei viaggi spaziali...
primo capo

ZonWu ha detto...

ma di certo sarebbero trattamenti prima accessibili solo a persone benestanti, come sempre :D solo che col passare del tempo e l'evolversi della tecnologia certi trattamenti diventano meno dispendiosi (quasi sempre), meno "pionieristici".

Un esempio banale può essere il botox: inizialmente veniva iniettato solo in ospedali e cliniche specializzate (e costava un occhio), mentre adesso basta comprarsi il kit e farsi il proprio "botox party" (che squallore...).

Il fatto è che tu, giustamente, vedi il problema dal lato dell'utilità pratica, ma potrei scommettere che ci sono un mucchio di ricconi con manie di grandezza che darebbero via metà della loro fortuna per poter vivere 50-100 anni in più e fare ancora più soldi. Per alcune persone, il tempo è l'unico limite.

Per l'utente anonimo di prima invece (vi prego, firmatevi, almeno so come chiamarvi :D ), sarebbe interessante l'idea di un funerale volontario, ma come detto prima per molte persone il tempo è l'unico limite, ed una volta raggiunti i propri obiettivi l'essere umano tende a crearsene di nuovi, per cui la vedo un po' dura che ci si riesca ad autoregolamentare in questo modo.

Kusanagi ha detto...

Ovviamente sono d'accordo con te.
Se veramente riusciranno ad inventare un sistema per vivere in eterno io non mi preoccuperei tanto della noia perchè faremmo tanto di quei casini da distruggerci in meno di un secolo. E vero ci sono persone come Einstain che con più tempo potrebbero fare molte più cose ma statisticamente ci sono molte più persone che con più tempo farebbero molti più danni... Pensa uno Stalin che vive 300 anni o un Berlusconi che vive 300 anni, mi metterei le mani ai capelli (io che posso). Gli unici che all'inizio potrebbero permettersi queste cure sono gli uomini più facoltosi, persone che spesso per fare soldi fanno dei danni allucinanti alla Terra. Senza pensare che secondo me ci sarebbe anche una specie di insurrezione, infondo la morte è l'unica cosa che ci mette tutti allo stesso livello.

Bruno ha detto...

Probabilmente la "cura" sarà contro la vecchiaia, ma non sarà contro la morte. Per chiarire: se uno si schianta con la macchina perirà comunque anche se aveva preso la "medicina" prima di uscire da casa. Comunque io non la vedo una cosa contro natura. Certo ne scaturirebbero nuovi problemi tra cui l'esaurimento delle risorse sulla Terra (ma questo problema esisterebbe in ogni caso), quindi l'allungamento della vita avrebbe un senso nell'ottica della colonizzazione di altri pianeti. Poi resto dell'idea, come avevo già scritto in un commento ad un altro post, che il backup del cervello sia la miglior soluzione contro la morte.

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