Come combattere i livelli crescenti di anidride carbonica nella nostra atmosfera? Una delle soluzioni proposte è quella di arricchire l'acqua di mare con il ferro, che stimolerebbe la crescita di alcune alghe in grado di assorbire l'anidride carbonica. Ma potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio: immettere il ferro negli oceani potrebbe contribuire a renderli velenosi, potenzialmente mortali per le forme di vita marine.Si è scoperto infatti che queste alghe, stimolate dal ferro, aumentano la produzione di una neurotossina in grado di uccidere mammiferi e uccelli. E' una preoccupazione seria: immaginate una neurotossina diffusa a livello globale in tutte le acque marine, in grado potenzialmente di raggiungere anche le acque dolci, e di uccidere moltissime specie viventi. Vale la pena rischiare per eliminare l'anidride carbonica?
La tossina, l'acido domoico, era già nota dagli anni '80 per l'avvelenamento di alcuni molluschi. E' prodotta da un'alga del genere Pseudonitzschia, in grado di fiorire molto velocemente e di emettere quantità decisamente grandi di neurotossina nel mare. E' già stato osservato come sia in grado addirittura di uccidere leoni marini, ben più grossi di una conchiglia, e ben più simili all'essere umano di un invertebrato.
L'acido domoico, la tossina prodotta da queste alghe, sarebbe il motivo principale di un altro fatto, decisamente bizzarro: l'attacco di volatili a Capitola, nel 1961, quando un gruppo di gabbiani è piombato sulla cittadina californiana, seminando il panico e probabilmente ispirando "Gli uccelli" di Hitchcock.
Negli ultimi 10 anni, ci sono state una decina di ricerche sulla fertilizzazione a base di ferro. I risultati sono diversi tra di loro, e solo due di queste ricerche hanno misurato l'incremento dell'acido domoico.
"Abbiamo diversi obiettivi nella nostra ricerca" spiega William Cochlan della San Francisco State University "ma uno di questi è chiederci: si trovano facilmente le specie di alghe che producono acido domoico? Lo producono davvero? La produzione può essere incrementata dal ferro?".
E sembra che la risposta a tutti questi interrogativi sia sempre "si".
Le alghe Pseudonitzschia si trovano molto comunemente negli oceani; producono acido domoico, e le sperimentazioni condotte su di esse dimostrano come possano aumentare la produzione della tossina se fertilizzate con ferro e rame. Oltre al fatto che, se fertilizzate, queste alghe fioriscono in maniera più veloce di altre, il che porta ad avere un incremento di acido domoico tale da poter avvelenare facilmente i mammiferi marini.
"Già dal 1998 osserviamo episodi di morti di massa di leoni marini sulle coste occidentali degli Stati Uniti" osserva Ailsa Hall, vice direttory del Sea Mammal Research Institute scozzese, sostenendo che l'acido domoico si è già reso noto negli ultimi anni per avvelenamenti di massa regolari in alcune parti del mondo.
Il problema è che l'acido domoico tende ad accumularsi in pesci che ne sono immuni, ma che finiscono preda di animali marini che immuni non lo sono.
"Abbiamo osservato i suoi effetti nelle foche, nei pellicani e nelle focene; dipende da quanto mangiano, ma se un leone marino o un pellicano si nutrono di acciughe contaminate, può essere sufficiente per ucciderli".
L'effetto dell'acido domoico su altre specie non è chiaro, ma sarebbe ragionevole pensare che possa avere effetti nocivi anche su altri mammiferi marini come le balene.
Oltre al fatto che l'incremento di produzione di questo acido causato dal ferro sembra non giustificare per nulla l'assorbimento di CO2: una sperimentazione effettuata con sei tonnellare di ferro depositate nell'oceano ha mostrano come pochissima anidride carbonica sia stata assorbita
Climate 'fix' could poison sea life









Soluzione climatica può mettere a rischio la fauna marina è classificato per:












0 commenti:
Posta un commento