venerdì, aprile 09, 2010

10 aprile 1815: il vulcano Tambora sconvolge il mondo

vulcano TamboraIl 10 Aprile 1815, il mondo intero venne sconvolto da quella che viene considerata la più potente esplosione vulcanica mai registrata nella storia. Ecco a voi il vulcano Tambora, che fa sembrare il Krakatoa un mortaretto.

Il monte Tambora è uno stratovulcano (come lo sono etna, Vesuvio e Stromboli) che si trova sulle isole Sumbawa, in Indonesia, dove si innalza per 2700 metri. Il vulcano non è solo di interesse per i sismologi ed i vulcanologi, ma sembra essere una fonte importante anche per l'archeologia e la biologia, oltre che attrarre turisti e scalatori da tutto il mondo.

Ma pochi sanno che sotto il vulcano Tambora, che dovrebbe essere vecchio di circa 50.000 anni, c'è una camera magmatica spaventosamente grande, che nel 1815 ha portato ad un'esplosione che ha pochi eguali nella storia delle eruzioni vulcaniche.
Si sa per certo che, prima del 1815, il Tambora ha eruttato almeno tre volte: nel 3900 a.C., nel 3000 a.c. ed intorno al 700 d.C., con un'approssimazione di 150-200 anni.

Ma la più spaventosa è stata l'eruzione del 1815. Già nel 1812 si sono iniziati ad avvertire i sintomi di quella che sarebbe stata l'eruzione più mostruosa mai registrato dal genere umano. Il vulcano iniziò a dimostrarsi insolitamente turbolento dopo diversi secoli di inattività, emettendo fumo nero ed iniziando a rombare.
A distanza di tre anni, ed a 2600 km dal Tambora, vennero avvertiti dei suoni che sembravano spari. Non erano colpi di fucile, ma il vulcano che iniziava a scatenarsi a migliaia di chilometri di distanza da Sumatra. A circa 1000 km di distanza, insediamenti europei riportarono di aver sentito colpi di cannone, e vennero inviate navi per scoprire se ci fosse un attacco in corso in una delle isole indonesiane.

Il 10 Aprile l'eruzione si fece sempre più violenta, fino all'esplosione, classificata sul Volcanic Esplosivity Index al settimo grado. Giusto per comparare la potenza con altri eventi vulcanici, il 7° grado è il penultimo sulla scala di esplosività vulcanica, ed è la potenza che dovrebbe avere l'intera Yellowstone quando dovesse decidere di esplodere. L'eruzione del Tambora fu 4-8 volte più potente del Krakatoa, e nemmeno paragonabile a quella del Vesuvio del 70 d.C., classificata al 5° grado del Volcanic Explosivity Index e circa 100 volte meno potente del Tambora.

Prima dell'esplosione, il vulcano era alto circa 4300 metri; dopo l'esplosione, la sua altezza si era ridotta a 2851 metri, ed era comparsa l'enorme caldera, del diametro di 7 km e profonda 700 metri. L'esplosione venne sentita a 2600 km di distanza, e le ceneri ricaddero ad oltre 1300 km.

vulcano Tambora
Tutta la vegetazione dell'isola venne distrutta da una nube piroclastica del raggio di 20 km dal vulcano. L'evento generò uno tsunami con onde di oltre 4 metri sull'isola di Sanggar, 1-2 metri a Besuki e di 2 metri sulle Isole Molucca.
La colonna di fumi raggiunse l'altezza di 43 km, e le particelle di cenere ricaddero nell'area fino a 2 settimane dopo l'eruzione, ma le particelle più sottili rimasero nell'atmosfera per anni, viaggiando attorno al mondo ad un'altezza di 10-30 km, creando fenomeni ottici in tutto il globo per via della loro interazione con la luce solare.
Il materiale emesso sotto forma di cenere e pomice fu pari a 100 chilometri cubi.

Si calcola che le vittime furono circa 71.000. Circa 4000 persero la vita per gli tsunami generati dall'eruzione del vulcano; circa 11.000 morirono per gli effetti diretti del vulcano, come i gas velenosi e la nube piroclastica; altre 49 mila persone furono colpite da mancanza di cibo e da epidemie. In Birmania ci fu una violenta epidemia di diarrea, probabilmente causata dalle ceneri disciolte nell'acqua. Uomini e cavalli persero la vita per via delle acque acide. In Cina e Giappone si registrarono intere colture andate distrutte per via delle piogge acide e dei cambiamenti climatici, mentre in India si scatenò una delle epidemie di colera più violente mai viste.
I danni diretti causati dall'eruzione del Tambora classificano il vulcano come il più mortale della storia dell'uomo.

Ma gli effetti negativi dell'esplosione vennero registrati in tutto il mondo. Il 1816 è noto come "L'anno senza l'estate": per via dell'eruzione del vulcano Tambora, la temperatura globale si abbassò di 0,4-0,7 °C, sufficiente a causare effetti globali dannosi per agricoltura ed allevamento. Basti pensare che in Connecticut, in New England e nello Stato di New York nevicò a giugno. In Canada si verificò lo stesso, e questo "gelo vulcanico" causo la perdita della maggior parte dei raccolti in tutto il Nord America.

Questo clima particolarmente rigido viene portato come fattore che ha favorito la diffusione su larga scala di epidemie di tifo in Europa tra il 1816 ed il 1819.
La Gran Bretagna e l'Irlanda vennero colpite da temperature rigide e violente piogge che distrussero parte dei raccolti, costringendo alla fame Irlanda e Galles e provocando rivolte per il cibo. Centinaia di migliaia di persone morirono di fame, molti si videro costretti a mangiare radici e ratti.
Tutte le annate di vino francese risalenti al 1816 vennero distrutte per via del fatto che erano completamente invendibili. Oltre al fatto che il raccolto di uva fu pari ad un quarto del normale.

Mount Tambora Eruption Hardly Known
Eruption of Mt Tambora - The year without summer

Pubblicato il: venerdì, aprile 09, 2010

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