Alcune leggende metropolitane hanno la caratteristica di resistere per una quantità incredibile di tempo, anni o decadi addirittura. E' il caso della storia del "Buco dell'Inferno", che per decine di anni è rimasta per lo più inalterata ed ha fatto credere a migliaia di persone che sotto i nostri piedi ci sia l'Inferno, nel senso biblico del termine.La storia compare all'inizio degli anni '90, trasmessa dalla televisione cristiana americana Trinity Broadcasting Network, in California. La storia è questa: agli inizi degli anni '80, un gruppo di geologi in Siberia stava effettuando una perforazione alla profondità di 14,4 km per cercare gas naturale ed effettuare rilevamenti geologici. Quando è stato calato un microfono nel buco, per poter registrare i movimenti sismici a quell'elevatissima profondità, i geologi sono rimasti scioccati: quello che sentivano non erano vibrazioni sotto la crosta terrestre, ma urla di migliaia, milioni di esseri umani.
Inizialmente i geologi ritennero che i suoni che avevano sentito fossero un disturbo del microfono dovuto al calore estremo di quelle profondità terrestri (circa 1100°C), ma si resero conto che effettivamente si trattava di urla umane.
Una versione differente della storia aggiunge, per dare maggiore impatto alla vicenda, il fatto che, durante la notte, un essere oscuro alato sia uscito dal foro di trivellazione, tra getti incandescenti di materiale lavico, scomparendo nel cielo notturno siberiano.
Se fosse vero, la storia sarebbe estremamente sconvolgente. Ma siamo sicuri si tratti di un episodio reale? Secondo TruthOrFiction.com (e secondo me), la storia è una pura invenzione, e ci sono le prove per dimostrarlo.
Iniziamo con la pura e semplice perforazione: fino ad ora, nessuno al mondo, che si sia trattata di una trivellazione statale o privata, ha mai eseguito perforazioni così profonde. Il record di "buco più profondo del mondo", imbattuto da circa 40 anni, appartiene al Kola Institute, Russia, che ha impiegato oltre 15 anni per raggiungere l'incredibile profondità di 12.261 metri, fermandosi ad oltre 2 km prima di quanto viene dichiarato per il "buco dell'Inferno", soprattutto per via del calore (180°C, oltre 80°C di quanto previsto) non rendeva efficiente la trivella. E raggiungere l'obiettivo iniziale di 15.000 metri sarebbe stato impossibile a temperature di circa 300 gradi previste oltre i 13 km di profondità.
Le sue scoperte inoltre sono state discusse ampiamente in ambiente accademico, e pubblicate su molti libri e riviste scientifiche.
La cosa curiosa è che i lavori di scavo terminarono nel 1989, e come vedremo in seguito è proprio l'anno in cui la storia del "buco dell'Inferno" iniziò a diffondersi.
Passiamo ora alla nascita della storia: lo staff di TruthOrFiction.com si dedica ormai da anni al debunking di leggende metropolitane, ed ha cercato di ricostruire il percorso della notizia per risalire a come si sia originata la storia, e se ci fosse anche solo una briciola di verità in questo sconvolgente episodio che sembrerebbe dimostrare che l'Inferno è un luogo reale su questo pianeta.
Secondo la newsletter della televisione Trinity Broadcasting Network, la news proviene dalla Finlandia ed è stata inoltrata da un evangelista texano, R.W. Schambach, spesso ospite del loro network.
L'ufficio di Schambach sostiene che la storia è del tutto reale, e che è stata presa da un "rispettato giornale scientifico finlandese", e confermata da Age Rendalem, un uomo norvegese che avrebbe inviato una lettera al network confermando tutto, ed aggiungendo il dettaglio della creatura alata.
Secondo Rendalen, i geologi vennero minacciati dal governo russo e costretti a tacere. "L'incidente fu assolutamente irreale" racconterebbe Rendalen nella sua lettera a Schambach "i russi piansero dal terrore. Più tardi, nella notte, arrivarono delle ambulanze, ed uno degli autisti affermò che era stato dato l'ordine di sedare ognuno dei membri del team geologico con droghe che cancellavano la memoria a breve termine".
Se già non si sente puzza di leggenda metropolitana, ecco che TruthOrFiction.com approfondisce la questione. Il quotidiano finlandese Ammennusastia è stato contattato dallo staff, e non è risultato essere un "rispettato giornale" e nemmeno un giornale scientifico, ma una pubblicazione mensile realizzata da un gruppo di cristiani finlandesi. La storia sembrerebbe essere stata scritta sulla base di informazioni che un membro della redazione avrebbe letto da un articolo pubblicato sul quotidiano finlandese "Etela Soumen".
Si è allora contattato Etela Soumen, e si è riusciti a rintracciare l'articolo in questione. Che articolo vero e proprio non era, ma era parte di una sezione in cui si pubblicavano lettere ricevute dai lettori. Si è riusciti quindi a risalire a chi avesse inviato la lettera, un anziano che afferma di aver letto la notizia su una pubblicazione finlandese chiamata "Vaeltajat", realizzata da un gruppo di missionari finlandesi. La storia è stata pubblicata sul Vaeltajat nel 1989, e ricevuta da uno dei lettori della newsletter che aveva letto la notizia su un'altra newsletter, "Jewels of Jericho", pubblicata da ebrei cristiani in California. E qui si ferma la notizia, dato che è stato impossibile andare oltre.
Ricapitolando: il tutto sembra essere nato da una newsletter Californiana, seguendo questo percorso:
Jewels of Jericho (California) -> Vaeltajat (Finlandia) -> Etela Soumen (Finlandia) -> Ammennusastia (Finlandia) -> R.W. Schambach (Texas) -> Trinity Broadcasting Network (California)
Percorso decisamente tortuoso, e che manca di ogni conferma e fatti a sostegno della realtà dell'evento. Ecco che, infine, si cerca di contattare Age Rendalen, l'uomo norvegese che, oltre che confermare la storia, ha aggiunto colore con il dettaglio della creatura alata. Ecco la conversazione che ha avuto con Rich Buhler:
Rich Buhler: "Sei quello che ha inviato informazioni ad una televisione cristiana degli USA sulla storia del buco dell'inferno?"
Age Rendalen: "Si"
Rich Buhler: "Bene, ha qualche prova per dire che sia vera?"
Age Rendalen: "Si, ce l'ho"
Rich Buhler: "Mi dica"
Age Rendalen: "Non c'è niente di vero, ho creato ogni singola parola della storia!"
Ed ecco che si spiega la storia "Drilling to Hell", che circola ancora oggi su YouTube e su siti a sfondo religioso.
Giusto per farsi un paio di risate, ecco il video che circola su YouTube:



Drilling to Hell: la leggenda del buco infernale è classificato per: 


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