domenica, maggio 23, 2010

Acqua uguale Vita? Non proprio

acqua vitaSeguire l'acqua. E' questo uno dei principali punti cardine della ricerca di vita extraterrestre. Per scoprire infatti forme di vita che siano il più facilmente riconoscibili dai nostri schemi di identificazione, non possiamo fare altro che basarci sull'esperienza accumulata sul nostro pianeta: dove c'è acqua, c'è vita. Non sempre, però.

Se è vero che scoprire un corpo planetario ricco d'acqua è un buon presupposto per sospettare che possa essersi sviluppata la vita, non dobbiamo farci trarre in inganno dalla presenza del prezioso liquido. Guardando alla Terra infatti, ci accorgiamo che si, l'acqua è indispensabile alla vita, ma che non significa che ogni pozza d'acqua pulluli di esseri viventi.

Facciamo un esempio: prendiamo il Mar Mediterraneo ed il Mar Morto. Entrambi sono delle enormi vasche d'acqua, l'elemento fondamentale per la vita di (quasi) ogni specie di essere vivente sul nostro pianeta. Se però prendiamo in considerazione temperatura, pressione, sostanze disciolte nell'acqua, ci accorgiamo che il primo è adatto ad ospitare decine di migliaia di forme viventi, il secondo invece è uno degli ambienti più inospitali della Terra.

Dobbiamo osservare la Terra per capire quando il motto "segui l'acqua" possa essere ingannatore: solo il 3,5% del volume del nostro pianeta ha condizioni tali (temperatura e pressione) da ospitare acqua liquida. Ed in questa piccola porzione di acqua sul totale del volume della Terra, solo il 12% del volume contiene vita.
Questo potrebbe significare che, nonostante i miliardi di anni di evoluzione, le diverse forme di vita non hanno trovato un ambiente ideale di sviluppo in una porzione considerevole di acqua liquida, circa l'88%.

Ci si trova costretti, quindi, a riconsiderare l'acqua come l'indizio primario della possibilità della vita. Se è vero che noi tutti, dalle piante all'essere umano, abbiamo bisogno di acqua per sopravvivere, un fattore importante è, logicamente, la quantità; ma ancora più fondamentale sembra essere la qualità.

"Dovremmo seguire l'acqua calda o l'acqua fredda?" si chiede Eriita Jones della Australian National University. Il suo studio, pubblicato sulla rivista Astrobiology, cerca di chiarire quali siano le condizioni ideali affinchè l'acqua possa essere considerata come favorevole allo sviluppo della vita. "Cerchiamo di quantificare meglio la nostra comprensione della biosfera terrestre".

Per quantificare quale possa essere considerata l'acqua abitabile, Jones ed il suo collega Charles Lineweaver hanno disegnato un diagramma che mostra le condizioni ideali di temperatura e pressione. "Questo è un modo naturale di parametrizzare ogni pianeta" afferma Jones, suggerendo che questo metodo potrebbe essere applicato non solo sulla Terra, ma anche su altri corpi rocciosi contenenti acqua liquida.

acqua vitaLa regione blu dell'immagine indica i parametri di temperatura e pressione in cui è possibile trovare acqua liquida. La parte in verde invece mostra il popolamento dell'acqua liquida da parte delle forme di vita della Terra.

Tutto dipende da temperatura e pressione: in acque saline ad esempio, la temperatura dell'acqua liquida può andare oltre i 100 °C fino a diversi gradi sotto lo zero, contrariamente all'acqua pura a livello del mare, che congela a 0° ed evapora a 100°C.
Allo stesso modo, la pressione è un altro dato fondamentale: ad alte pressioni, l'acqua rimane liquida oltre ai 100°C: si ritiene infatti che l'acqua liquida possa continuare ad esistere anche a 75 km di profondità sotto la crosta terrestre, dove la temperatura è di oltre 400°C, ma la pressione è 30.000 volte superiore a quella superficiale.

Se però ci si chiede se la vita possa esistere a tali temperature e pressioni, la risposta è "probabilmente no". La temperatura massima nota che possa supportare la vita è 121°C. La ricerca sugli estremofili è ancora in atto, ma si dubita che un essere vivente basato sull'acqua possa sopravvivere oltre quel limite.

La regione abitabile stimata da Jones e Lineweaver va dai 122°C ai -20°C. Come limite di pressione è stato presa la pressione sopportata dall'organismo vivente ritrovato più in profondità sotto la superficie terrestre, circa 1500 volte la pressione che sopportiamo quotidianamente. Mentre per la "pressione negativa", quella che va dalla superficie terrestre fino agli strati più alti dell'atmosfera, il limite non è quantificabile con precisione: sono stati ritrovati organismi viventi dormienti ad altezze molto elevate. Si è deciso quindi si stabilire il limite di pressione per un organismo attivo ad un terzo la pressione atmosferica sul livello del mare, bene o male quella sperimentabile sull' Everest.

Ricapitolando: la vita sulla Terra è possibile tra i 5 km di profondità ed i 10 km di altezza, ad una temperatura che va dai -20°C ai 121°C. "Questo dimostra che vita e acqua non sono equivalenti" afferma Jones. "Ci potrebbe essere un sacco di liquido, ma ostile alla vita".
Questo escluderebbe la scoperta di forme di vita su Marte o Encelado? Non proprio.
Se infatti il limite di calore dell'acqua (per quanto ne sappiamo osservando la vita sulla Terra basata sull'acqua) è di 121°C, non c'è un vero e proprio limite a quanto la temperatura possa calare per poter supportare la vita.
La linea-guida "seguire l'acqua e troverai la vita" deve forse essere rivista, ma le speranze di trovare extraterrestri restano ancora molte, come anche le probabilità.

Water, Water Everywhere, but Not All Drops Have Life

Pubblicato il: domenica, maggio 23, 2010

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